“La distruzione del patrimonio culturale è un crimine contro l’umanità e deve essere perseguito in questi termini”. Lo ha detto l’europarlamentare Silvia Costa aprendo a Roma i lavori della conferenza sulle relazioni culturali internazionali. Un incontro che si è aperto nel ricordo di Khaled al-Saad, il custode di Palmira barbaramente giustiziato dal Daesh. “Dobbiamo assumerci il solenne impegno di sostenere i valorosissimi archeologi, ricercatori e studiosi di questi paesi per la documentazione e il restauro. Un anno fa il terremoto di Norcia ha colpito il nostro paese: l’Europa si è fatta sentire con il sostegno per la ricostruzione della basilica. Finalmente In Europa si è aperta una nuova stagione politica, con la presentazione della comunicazione del nuovo documento strategico che fa della cultura uno strumento chiave nelle relazioni internazionali. Si è compreso che solo restituendo una dimensione culturale alla politica europea, investendo nei valori identitari europei, solo così l’Europa potrà essere un attore globale solo valorizzando la sua cultura, e l’Italia deve giocare un ruolo da protagonista per la sua storia e ricchezza del suo patrimonio e le straordinarie competenze in questo campo”.

“Penso alla nostra battaglia nel Parlamento europeo per inserire la Tunisia nel programma Europa Creativa – ha aggiunto Costa -, penso al grande rilancio della Via della Seta che ci sarà a gennaio a Venezia, penso al Festival del cinema africano che è diventato un punto di riferimento ma anche una possibilità di accesso ai mercati, ma penso anche al progetto ethical fashion ideato dall’Italia. L’Europa degli artisti, dei musicisti, degli architetti, dei pellegrini e dei viaggiatori, degli studiosi, dei ricercatori, è l’Europa che per secoli ha costruito un patrimonio condiviso che la rende unica e conoscibile al mondo. Ma non in uno splendido isolamento ma in forte relazioni con l’area mediterranea e il vicino Oriente”.

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