Non esisterebbe l’Europa senza cultura, non esisterebbe l’Europa senza diversità culturale. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sandro Gozi, intervenendo al convegno organizzato da Silvia Costa a Roma sulla diplomazia culturale dell’Unione europea e il ruolo che l’Italia può svolgere in questo contesto. Il sottosegretario ha detto a nome del governo di condividere pienamente la strategia europea in ambito culturale e il governo italiano è al suo fianco. La strategia europea rappresenta, secondo Gozi, “veramente un passo in avanti ed è molto strategico utilizzare per la prima volta la cultura come strumento di politica globale. La diversità culturale non deve essere un ostacolo. Anzi, diventa oggi una base necessaria. Chi si conosce di più – spiega Gozi – si assomiglia di più, anche quando i punti di partenza sono lontani”.

E in ambito culturale l’Italia può e deve dire molto. “Noi siamo un superpotenza culturale e lo siamo anche nel know how di recupero culturale”. Gozi ha poi aggiunto: “Siamo molto soddisfatti del lavoro che abbiamo instaurato dal 2014 con i nostri deputati al parlamento europei di qualsiasi schieramento essi siano. C’è un invito che faccio: spero che questa strategia sia un’occasione per sfruttare anche quello che già c’è”.

Come governo italiano, ha detto Gozi, “abbiamo sostenuto molto il piano di lavoro della cultura 2015-2018, abbiamo sostenuto Europa creativa e ci stiamo impegnando per le prossime sfide: purtroppo le nuove sfide passano da il quadro finanziario dal 2020”. Infine, ha concluso Gozi, “siamo in rottura con una certa idea della cultura che qualche anno fa dominava nelle aule istituzionali italiane quando si diceva che con la cultura non si mangia. Con la cultura si fa economia intelligente e si creano le basi per una migliore convivenza tra i popoli”.

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