Camera dei deputati - palazzo Montecitorio - manovra culturaDopo la pausa dei lavori parlamentari per le elezioni in Sicilia, riprende l’attività alla Camera dei deputati, mentre il Senato è impegnato con la sessione di bilancio e quindi con la sospensione del lavoro ordinario delle commissioni concentrate sulle Manovra. La settimana della Cultura a Montecitorio si apre quindi con l’arrivo in aula del Codice dello spettacolo dal vivo per l’approvazione definitiva. Il provvedimento, blindato in commissione dalla maggioranza per accelerarne l’iter, è stato approvato senza voti contrari dalla Commissione Cultura che ha conferito il mandato al relatore Roberto Rampi a riferire favorevolmente in assemblea. In VII Commissione prosegue martedì l’indagine conoscitiva sulle buone prassi per la diffusione della cultura e, da mercoledì, anche l’esame dei decreti legislativi relativi alla Legge sul cinema. Giovedì pomeriggio approda a Montecitorio anche il provvedimento per i 150 anni dalla morte di Gioacchino Rossini, già approvato dal Senato.

LUNEDÌ 6

Alle 14 l’Aula della Camera comincia l’esame della proposta di legge che prevede Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia. Il provvedimento è già stato approvato dal Senato ed è il risultato dello stralcio, deliberato da Palazzo Madama il 6 ottobre 2016, dell’articolo 34 della legge sul Cinema. Il 26 ottobre la Commissione ha conferito mandato al relatore Roberto Rampi, senza voti contrari, di riferire in aula. Il provvedimento è stato blindato dalla maggioranza e dal governo nel suo iter a Montecitorio per accelerarne il percorso. La Commissione ha quindi respinto tutti gli emendamenti con l’invito del relatore a trasformarli, per quanto possibile, in ordini del giorno. “Ci sono stati diversi emendamenti molto interessanti – aveva detto Rampi ad AgCult -. Ho quindi invitato a trasformarli in ordini del giorno vista la volontà di accoglierli anche perché essendo un atto di indirizzo sulle deleghe diventa importante e vincolante. Di sicuro su questo provvedimento si è creato un bel clima di confronto in Commissione”. (per approfondimenti: Codice dello Spettacolo: via libera da Commissione Cultura Camera, in Aula dal 6 novembre).

MARTEDÌ 7

Alle 11 la Commissione Cultura prosegue l’indagine conoscitiva Sulle buone pratiche della diffusione culturale. Sono previste le audizioni di Marco Magnifico, Michelina Borsari e di esponenti e testimoni di progetti di educazione alla cultura e all’ambiente a scuola e sui territori. Nell’ultima seduta erano stati auditi Gianni Torrenti, assessore alla Cultura della Regione Friuli e Coordinatore della Commissione Beni, attività culturali e sport della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Giovanna Barni, presidente di CoopCulture e Monica Barni, assessore alla Cultura e vicepresidente della Regione Toscana.

PARERI AL CODICE DELLO SPETTACOLO

Dalle 14 la Commissione Affari costituzionali esamina in sede consultiva per l’Assemblea il provvedimento che reca Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia (relatore Lattuca). Sempre martedì alle 15,30 anche la Commissione Bilancio affronta l’esame in sede consultiva per l’Assemblea del Codice dello spettacolo dal vivo (relatore Melilli).

MERCOLEDÌ 8

Alle 15,45 le commissioni Lavoro e Cultura esaminano in seduta comune lo Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di lavoro nel settore cinematografico e audiovisivo (seguito esame Atto n. 467 – Rel per la VII Commissione: Narduolo; Rel. per la XI Commissione: Patrizia Maestri). Il dlgs tenta di offrire chiarimenti interpretativi del jobs act e prevede poi l’introduzione di linee guida per tutto il territorio nazionale relative alla classificazione delle prestazioni che si articola in 5 classi: sviluppo e pre-produzione; produzione; postproduzione; distribuzione; esercizio. (per approfondimenti: Cinema, Narduolo: dlgs sul lavoro prevede introduzione di linee guida e chiarimenti su jobs act).

GIOVEDÌ 9

BENI ECCLESIASTICI COLPITI DAL TERREMOTO

Dalle 9,15 la Commissione Cultura ospita le risposte del governo a quattro interrogazioni: la prima, a firma di Irene Manzi, è indirizzata al Ministero dei beni culturali e riguarda lo “stato di conservazione dei beni ecclesiastici recuperati nelle chiese e monasteri delle Marche dopo gli eventi sismici del 2016”. Si tratta, secondo l’interrogante, di “quadri, arredi, statue, crocifissi lignei, spesso di grande valore storico-artistico, che sono ancora conservati in imballaggi provvisori e spesso ammassati nei magazzini delle diocesi terremotate, lì dove furono posti in salvo, anche a rischio della propria vita, dal personale specializzato delle forze dell’ordine e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo o anche da volontari. Tali luoghi, spesso con problemi di aerazione, non mettono chiaramente al riparo i beni in questione da umidità e tarli, con il rischio di comprometterne lo stato”. L’interrogazione chiede al Ministro se quanto sopra esposto corrisponda al vero e se sia opportuno individuare aree e metodi di messa in sicurezza e di conservazione delle opere ecclesiastiche, salvate dal terremoto. (per approfondimenti: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5-12334&ramo=C&leg=17).

DLGS SU CINEMA E MINORI

Alle 14 la VII Commissione prosegue l’esame in sede referente dello Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di tutela dei minori nel settore cinematografico e audiovisivo (seguito esame atto n. 468 – rel. Ascani). Lo schema di decreto all’esame, composto di 13 articoli, ha dichiarato la relatrice nell’ultima seduta, “delinea un nuovo sistema di tutela dei minori nella visione di opere cinematografiche e audiovisive, ispirandosi ai princìpi di libertà e di responsabilità, tanto degli imprenditori del settore cinematografico e audiovisivo, quanto dei principali agenti educativi, tra i quali in primo luogo la famiglia”. (per approfondimenti: Cinema e minori, Ascani: dlgs introduce principio responsabilizzazione degli operatori del settore).

I 150 ANNI DALLA MORTE DI ROSSINI

A seguire approda in commissione Cultura il progetto di legge che reca Disposizioni per la celebrazione dei centocinquanta anni dalla morte di Gioachino Rossini (esame C. 4665, approvata dal Senato – rel. Manzi). Il provvedimento, approvato al Senato lo scorso 26 settembre senza voti contrari e 30 astenuti, precisa l’intento di celebrare “la figura di Gioachino Rossini nella ricorrenza dei centocinquanta anni dalla sua morte e ne valorizza l’opera”. Il testo prevede anche che il 2018, sia “dichiarato ‘anno rossiniano’”. Lo Stato, si precisa nel testo, riconosce meritevoli di finanziamento gli interventi, da realizzare negli anni 2018 e 2019, di promozione, diffusione, approfondimento e salvaguardia della conoscenza della vita, dell’opera e dei luoghi legati alla figura di Gioachino Rossini. Per le iniziative celebrative dei centocinquanta anni dalla morte di Gioachino Rossini è attribuito al Comitato promotore un contributo straordinario di 680.000 euro per l’anno 2018 e di 20.000 euro per l’anno 2019.

Il comitato promotore è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, o da un suo delegato, e composto dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, o da loro delegati, dal presidente della regione Marche, dal sindaco del comune di Pesaro, nonché da quattro insigni esponenti della cultura e dell’arte musicali italiane ed europee, esperti della vita e delle opere di Gioachino Rossini, nominati con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. (per approfondimenti: Senato, via libera con 137 sì al ddl sulle celebrazioni di Rossini: il testo passa alla Camera).

RIEVOCAZIONI STORICHE

Dalle 14,15 la Commissione Bilancio prosegue l’esame della proposta di legge, primo firmatario Ermete Realacci, per la promozione, il sostegno e la valorizzazione delle manifestazioni, delle rievocazioni e dei giochi storici. Nell’ultima seduta del 26 ottobre il Viceministro Enrico Morando, ha precisato che non è ancora pervenuta la relazione tecnica (richiesta alla ragioneria dello Stato nella seduta del 12 ottobre), e ha fatto presente che le criticità manifestate sul testo in esame dalla Ragioneria riguardano, tra l’altro, il previsto utilizzo del Fondo per interventi strutturali di politica economica, in una misura pari a 2 milioni di euro annui a decorrere dal 2020, disposto ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del provvedimento. A tale proposito, Morando ha chiarito che “una valutazione compiuta circa l’effettiva disponibilità delle risorse non potrà che essere effettuata alla luce degli stanziamenti previsti dal disegno di legge di bilancio per il triennio 2018-2020” da questa settimana all’esame del Senato.

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