Silvia Costa Federculture 2017Anche la cornice europea può aiutare a mettere in sicurezza le conquiste raggiunte in Italia per la cultura, dal punto di vista politico, normativo e di investimenti. Ne è convinta Silvia Costa, eurodeputata del Partito democratico e capogruppo S&D in Commissione Cultura all’Europarlamento. Costa, a margine della presentazione del 13esimo Rapporto annuale Federculture, commenta una riflessione del ministro Dario Franceschini a conclusione della giornata di lavoro sullo stato dell’arte della cultura in Italia. Il ministro ha parlato di “scelte non reversibili” che vanno messe in sicurezza. In questo senso, dice Costa ad AgCult, “l’anno europeo insieme alla nuova diplomazia culturale saranno la cornice che aiuterà a mettere in sicurezza, anche politica, le conquiste italiane e di altri paesi”.

Nel corso del suo intervento Franceschini ha fatto un riferimento esplicito all’europarlamentare presente in sala, spiegando poi come i governi cambiano, ma le politiche culturali messe in campo dal Mibact restano: a essere stata riconquistata, è “la centralità delle decisioni politiche culturali sia in ambito nazionale che internazionale, dall’Expo di Milano al G7 di Firenze, dalla diplomazia culturale ai caschi blu della cultura”. E per Silvia Costa è proprio questa cornice europea e internazionale (cui lei ha dato un contributo fondamentale, ha riconosciuto il ministro) che può contribuire a mettere in sicurezza quel “passo in avanti straordinario sotto il profilo istituzionale di riforme complessive dei settori culturali (cinema, spettacolo, art bonus, riforma ministero e musei) e l’idea stessa della cultura come motore di sviluppo e di crescita, opinione peraltro ormai molto condivisa politicamente”. Se la legislazione mette sicuramente in sicurezza, tuttavia – spiega Costa – “credo che in questo la cornice europea possa dare un aiuto ulteriore”.

Sicuramente soddisfatta del riconoscimento di Franceschini per il suo lavoro in ambito europeo, Silvia Costa spiega: “In questi anni abbiamo lavorato in grande collegamento tra Italia ed Europa. Imprimendo una grande accelerazione per rimettere la cultura al centro come motore dello sviluppo e avere finalmente un segno più negli investimenti”. Misure come l’Art Bonus, ad esempio, sono guardate con grande interesse in Europa. “Se oggi abbiamo l’anno europeo del patrimonio culturale, la diplomazia culturale e la nuova strategia sulle imprese culturali e creative in Europa, lo dobbiamo molto anche a questo”, conclude Costa.

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