“Penso che quello che è stato fatto dal Parlamento, approvando la riforma di sistema del ministro Franceschini, sia motivo di orgoglio. Si chiude la legislatura con una modalità di visione di questa competizione internazionale molto razionale, che unisce per la prima volta i settori di cinema e audiovisivo”. Lo ha detto il presidente di Anica, Francesco Rutelli, ascoltato dalle Commissioni riunite Cultura e Trasporti nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo riguardante la riforma delle disposizioni in materia di promozione delle opere europee e italiane da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi. “Non credo sia possibile ricordare un momento di trasformazione così dirompente come quello attuale nel mondo della produzione di contenuti. Si è detto in passato che il cinema sarebbe stato destinato a morire con l’avvento delle tv, l’on demand, oppure oggi che sono nate le grandi piattaforme e lo streaming” ha proseguito Rutelli, ponendo l’accento soprattutto sull’articolo 44 della riforma: “Il ministro Franceschini ha voluto mantenere una certa riservatezza fino all’ultimo momento sulla proposta, inserendo un altro tassello decisivo su un aspetto assai difficile per il nostro paese – ha sottolineato il presidente di Anica -. Si parla di una possibile fusione tra Disney e Fox con implicazioni di sistema gigantesche a livello mondiale. Avere la piattaforma, avere i dati e avere i contenuti insieme significa creare potenzialmente un’egemonia su 60 milioni di italiani. In questo contesto tocca al legislatore definire dove sta l’interesse nazionale. Ci si trova di fronte a una valutazione cruciale su quale sarà il posto dell’Italia in relazione alla capacità di produrre contenuti che non siano ridotti al nostro mercato interno. Vediamo, insomma, restringersi drammaticamente l’orizzonte dell’industria di contenuti su cui siamo fortissimi e in cui non solo siamo fruitori ma anche produttori. Quindi dobbiamo migliorare il nostro prodotto”.

“Ho il dovere di dire che la dimensione italiana rischia di essere spazzata via – ha rimarcato Rutelli -. È chiaro che restiamo ancorati a quella europea e anche queste norme si riferiscono ai nostri obblighi in chiave comunitaria. La produzione italiana si stava attestando in piccole produzione o di qualità. Stiamo parlando di una filiera che dà lavoro a centinaia di persone. A livello globale c’è bisogno di investimenti e la proposta di Franceschini chiama tutti a investire in questo settore per promuovere la componente nazionale ed europea dei contenuti in modo che sia competitiva, evitando che la marea ci travolga rischiando di farci scomparire”.

“Si è detto, inoltre, che con questi provvedimenti l’Italia si avvicina alla Francia – ha proseguito l’ex ministro -. Ma in realtà la legislazione transalpina presenta una serie di vincoli anche fiscali enormi mentre qui il vincolo che si pone è in termini di investimento e di programmazione. Anche il Consiglio di Stato ha dato un via libera forte a questo provvedimento e noi siamo disponibili ad adottare ciò che già nel comma sexies dell’articolo 44 era indicato come co-regolamentazione: siamo cioè pronti affinché tutta la filiera discuta insieme per adeguare il prodotto. Chi pensa di mantenere il prodotto così com’è, in uno spazio di nicchia” o puntando sulle serie tv “che non sono destinate a durare per sempre”, sbaglia perché “la sfida della qualità resta altissima. Qual è il posto dell’Italia? Travolta dalla marea, che si accontenta del proprio mercato o capace di fare prodotti che si esportano magari co-prodotti con altri? L’Italia parte da una produzione forte da migliorare – ricorda il presidente di Anica – perché la sfida di queste norme è essere più ambiziosi. Noi siamo disponibili in questa fase di co-regolamentazione e dialogo tra le parti ad alcune revisioni ad esempio sull’equilibrio delle sanzioni, sulla gradualità dell’introduzione della programmazione, sulla flessibilità dell’applicazione in riferimento alla fisionomia dei canali interessati e nell’arco dell’anno. Senza però smarrire lo spirito di questa normativa”, ha concluso Rutelli.

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