Camera Aula parlamento imprese culturaliLa Camera dei deputati ha approvato con 265 voti favorevoli, 13 contrari e 122 astenuti il ddl “Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia” (il Codice dello Spettacolo). Il provvedimento aveva già ricevuto il via libera dal Senato il 20 settembre. Respinti o ritirati tutti gli emendamenti presentati, il testo diventa quindi legge.

Presente in Aula il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che prendendo la parola ha voluto esprimere un “grazie” alla Camera, al relatore, alla commissione, a tutti i gruppi parlamentari che hanno consentito l’approvazione senza modifiche di questo ddl “che consentirà che le norme entrino in vigore prima dello scioglimento delle Camere. Ci sono molte cose innovative nel testo – sottolinea il numero uno del Collegio romano – più risorse al Fus, il tax credit per la musica, l’estensione dell’art bonus, nuove forme di spettacolo, insomma un provvedimento importante che si aggiunge all’approvazione della nuova legge sul cinema. Grazie alla maggioranza e alle opposizioni, non sarebbe la prima volta che sui provvedimenti che riguardano la cultura c’è un consenso più largo rispetto alla maggioranza parlamentare, e questo mi fa sperare che nella prossima legislatura, comunque vadano le elezioni, le politiche culturali resteranno centrali nelle scelte strategiche del paese”.

LE DICHIARAZIONI DI VOTO

“Pensiamo che si sia persa un’occasione” ha sottolineato Bruno Murgia (Fdi-An) dichiarando l’astensione del suo partito. “Il testo è la migliore sintesi possibile tra le varie proposte”, ha invece evidenziato Valentina Vezzali (Scelta Civica), annunciando voto favorevole al provvedimento. Critica Annalisa Pannarale (Si-Sel-Possibile) per il mancato confronto a Montecitorio e per un testo a suo parere “insufficiente”: per queste ragioni ha annunciato voto contrario. “Provvedimento conferisce delega troppo ampia al governo, eccessiva, che noi non condividiamo. Alla luce di ciò non possiamo dare parere positivo al provvedimento”, ha spiegato Stefano Borghesi (Ln) dichiarando l’astensione del suo gruppo. “Parere favorevole” è stato annunciato da Giorgio Lainati (Ap-Ncd). “Una legge che arriva qui dopo un lunghissimo lavoro, con non poche correzioni: il giudizio è positivo seppure con riserve su alcuni punti”, ha spiegato Luisa Bossa (Mdp-Articolo 1), annunciando voto favorevole. Antonio Palmieri (FI) ha sottolineato – preannunciando astensione – che “Franceschini ci riporta in aula nuovamente una legge delega”, “una prassi costante in questa legislatura nella forma della ‘delega in bianco’”. Nel provvedimento “non è previsto nulla per lo sviluppo della cultura, per sostenere i giovani artisti italiani”, ha evidenziato Chiara Di Benedetto (M5S) annunciando l’astensione del Movimento 5 Stelle. “Un traguardo importante per un settore che aspetta da tanti anni una riforma organica” ha sottolineato Irene Manzi (Pd).

ECCO IN SINTESI LE NOVITÀ DEL DDL

• Aumentano le risorse per lo spettacolo: +19 milioni di euro per i prossimi 2 anni e +22,5 milioni di euro dal 2020
La riforma incrementa sensibilmente le risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo con fondi pari a +9.5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e a +22.5 milioni di euro a decorrere dal 2020.

• 4 milioni di euro per spettacoli nelle zone del sisma
La legge inoltre autorizza la spesa di 4 milioni di euro per attività culturali nei territori colpiti dal sisma del Centro Italia.

• Estensione dell’ArtBonus a tutti i settori dello spettacolo
La riforma estende poi l’Art Bonus a tutti i settori dello spettacolo: grazie al provvedimento anche le orchestre, i teatri nazionali, i teatri di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza, i circuiti di distribuzione potranno avvalersi del credito d’imposta del 65% per favorire le erogazioni liberali finora riservato esclusivamente alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione.

• Stabilizzazione del Tax credit musica
La legge stabilizza inoltre il tax credit musica, il beneficio riconosciuto alle imprese produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali e produttrici di spettacoli di musica dal vivo per la promozione di artisti emergenti, con oneri pari a 4.5 milioni di euro a decorrere dal 2018.

• Sostegno statale a nuovi settori dello spettacolo
Grazie a questa riforma, il sostegno statale allo spettacolo dal vivo si estenderà alla musica popolare contemporanea, ai carnevali storici e alle rievocazioni storiche e verrà riconosciuto il valore di diverse forme di spettacolo, tra cui le pratiche artistiche amatoriali, le espressioni artistiche della canzone popolare d’autore, il teatro di figura, gli artisti di strada.

• Aggiornamento delle norme sulle Fondazioni lirico sinfoniche
Verrà aggiornata anche la disciplina delle fondazioni lirico-sinfoniche, alle quali verrà dedicato un fondo specifico governato da nuovi criteri di erogazione dei contributi statali che verranno parametrati in base alle risorse ricevute da privati, Regioni e Enti Locali e alle capacità gestionali dimostrate.

• Nasce il Consiglio superiore dello Spettacolo
Nasce il Consiglio superiore dello spettacolo, organismo consultivo del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo che sostituisce la Consulta per lo spettacolo. Il Consiglio avrà compiti di consulenza e supporto nell’elaborazione e attuazione delle politiche di settore, nonché nella predisposizione di indirizzi e criteri generali relativi alla destinazione delle risorse pubbliche per il sostegno alle attività di spettacolo.

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