“Finanza, fiscalità e controllo delle dogane possono avere ripercussioni importanti nel mondo della cultura”. Lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, intervenendo il 9 novembre in Commissione Cultura del Parlamento europeo. Moscovici ha presentato la proposta di legge approvata a luglio dalla Commissione europea per reprimere l’importazione illegale e il traffico di beni culturali provenienti da paesi terzi, spesso connessi al finanziamento del terrorismo e di altre attività criminali. “I siti archeologici saccheggiati e distrutti dall’Isis ci raccontano una storia incompleta – ha detto Moscovici -, dietro alle distruzioni così teatrali, motivo di propaganda, ci sono ragioni squisitamente pecuniarie. L’ampio traffico di opere d’arte finanzia l’attività terroristica ed è diventato una fonte di introiti come i riscatti e le rapine”. La sfida, quindi, si articola su tre fronti: “culturale, di sicurezza e anche finanziario”, ha proseguito il commissario Ue agli Affari economici sottolineando come “a livello europeo ci sono disposizioni nazionali a volte divergenti e non sempre efficaci” e per questo “a luglio di quest’anno la Commissione ha approvato una proposta di regolamento che impone controlli doganali per le importazioni di beni a rischio con l’obiettivo di interrompere il traffico illecito a partire dai paesi di origine”.

COSA PREVEDE LA PROPOSTA DI LEGGE

La proposta di regolamento prevede, in particolare: una nuova definizione comune di “beni culturali” all’importazione, che copre un’ampia gamma di oggetti tra cui ritrovamenti archeologici, antiche pergamene, rovine di monumenti storici, opere d’arte, collezioni e oggetti di antiquariato. L’ambito di applicazione della nuova disciplina è limitata ai beni culturali che hanno dimostrato di essere maggiormente a rischio, vale a dire quelli di almeno 250 anni al momento dell’importazione; l’introduzione di un nuovo sistema di licenze per l’importazione di reperti archeologici, parti di monumenti, antichi manoscritti e libri; un sistema di certificazione più rigoroso per l’importazione di altre categorie di beni culturali che prevede la presentazione di una dichiarazione firmata o dichiarazione giurata che dimostri che i beni sono stati esportati legalmente dal Paese terzo; la facoltà per le autorità doganali di sequestrare e trattenere i beni quando non è possibile dimostrare che i beni culturali in questione sono stati esportati legalmente. Gli sforzi delle dogane si concentreranno “sulle categorie a rischio, per questo i controlli riguarderanno i beni di almeno 250 anni. Ciò permetterà di evitare costi eccessivi senza ostacolare il commercio d’arte contemporaneo – ha sottolineato Moscovivi -. L’intento è assistere il mercato dell’arte e le dogane nell’applicazione dei nuovi controlli. Ci saranno campagne di sensibilizzazione presso i potenziali acquirenti senza dimenticare le azioni di formazione per gli agenti doganali in partenariato con l’Unesco”.

VERSO UN’“ADOZIONE RAPIDA” DELLA PROPOSTA

Il commissario Ue agli Affari economici conta sulla Commissione Cultura del Parlamento europeo “per l’adozione rapida della proposta, che sarà al centro della discussione del Consiglio del 21 novembre su richiesta di alcuni stati membri che auspicano un progresso rapido”. Il Parlamento europeo “ha interesse a chiudere piuttosto rapidamente il dossier – ha risposto Petra Kammerevert, presidente della Commissione Cultura -; nell’anno del Patrimonio culturale europeo sarà un segnale importante per dimostrare che siamo in grado di tutelare tutti i beni culturali, non solo quelli europei”.

SILVIA COSTA: CULTURA ASSE DI SVILUPPO

“Non mi stupisce che il responsabile delle tematiche che riguardano l’economia, la fiscalità e le dogane si occupi di cultura perché si tratta di uno degli assi anche dello sviluppo e della produzione di ricchezza; sotto questo aspetto mi piacerebbe un suo impegno perché nella Commissione Juncker la parola cultura sia tra le priorità”, ha detto Silvia Costa, eurodeputata del Partito democratico e capogruppo S&D in Commissione Cultura all’Europarlamento, rivolgendosi a Moscovici. Per quanto riguarda la proposta di legge contro il traffico illecito dei beni culturali, “si tratta di una direttiva che avevamo già auspicato subito dopo la prima distruzione di Palmira – ha aggiunto Costa -; avevamo promosso alcuni incontri a livello di Europol, di Unesco e di Tribunale penale internazionale, avevamo chiesto di dichiarare crimine contro l’umanità la distruzione del patrimonio culturale sollecitando la direttiva che ancora non c’era e siamo felici che sia stata proposta”.

CONTROLLI CONDIVISI, EVASIONE FISCALE, RIDUZIONE DELL’IVA

“Nella direttiva – ha rilevato Costa – si fa riferimento, come controlli, solo alle autorità doganali ma in molti Paesi, compreso l’Italia, è molto sviluppata un’azione in questo senso dei ministeri della Cultura, e si chiede quindi che ci sia una condivisione con gli uffici preposti dei ministeri della Cultura”. Un punto sul quale si chiede una precisazione è, poi, il traffico illecito su internet: “Oltre alla parte doganale fisica, è poco considerata quella degli strumenti online”, ha aggiunto l’europarlamentare. Riflettori da accendere anche sul “tema dell’evasione fiscale degli Over The Top rispetto ai contenuti culturali, in questo senso c’è l’impegno della Commissione ed è necessario rafforzarlo”. Da prendere in considerazione, infine, la “fiscalità ridotta per quanto riguarda l’Iva sui prodotti culturali, in particolare sugli e-book, una lunga questione in discussione anche al Consiglio”.

LA MIGLIORE TUTELA E’ LA CONOSCENZA DEL PATRIMONIO

“La migliore tutela è la conoscenza da parte dei cittadini e delle nuove generazioni del patrimonio culturale, questo significa investire nella formazione e nell’educazione al patrimonio”, ha concluso Costa chiedendo a Moscovici cosa intende fare la Commissione per “porre più centralmente questo aspetto anche nell’approccio macro-economico, alla luce delle problematiche riguardanti il dialogo interculturale, della percezione dell’importanza del patrimonio – che l’anno prossimo sarà oggetto di un anno dedicato – e della cultura come volano di nuova occupazione e crescita”.

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