“Le soddisfazioni sono state moltissime, a cominciare dal fatto che siamo ridiventati il museo della città e dei romani. Dai social, che hanno migliaia di contatti, arrivano a noi cittadini romani. L’aumento dei vistitatori (14%) è fatto in gran parte da cittadini romani”. Lo ha detto Flaminia Gennari Santori, direttore delle gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma nel corso dell’evento organizzato dal Ministero dei Beni Culturali per fare il punto a due anni dalla nomina dei primi direttori dei Musei statali autonomi previsti dalla riforma Franceschini. “Noi siamo un piccolo grande museo – ha aggiunto Gennari Santori -. Stiamo finalmente acquisendo l’ultima ala dai militari che apriremo ad aprile. Volevamo un museo con due gambe molto diverse. Un modo di guardare l’arte dal ‘700 al XXI secolo, dal grand tour al digitale”. I problemi sono stati tanti ma il direttore di palazzo Barberini appare lo stesso soddisfatta. “Abbiamo sofferto per carenza di personale, ma siamo riusciti a fare una squadra. Tra interni ed esterni lavorano con noi circa 100 persone. È uno dei risultati migliori”.

E Gennari Santori ha aggiunto: “Tra 2016 e 2017 abbiamo fatto 11 esposizioni. Un museo non è una serie di quadri appesi a un muro. Il museo è un luogo dove l’esperienza del visitatore cambia”. Nel sottolineare il lavoro fatto alla Corsini con i collezionisti privati, il direttore ha sottolineato quanto sia “importante e utile intercettare le collezioni private”. Tante le attività realizzate: “Abbiamo aperto laboratori gratuiti per bambini con l’ingresso per i genitori a metà prezzo. È in corso una collaborazione con la National Gallery anche dal punto di vista di studio. In conclusione il direttore ha ricordato anche l’iniziativa WeAct: “11 imprese lavoreranno per cercare insieme a noi sistemi di innovazione tecnologica”.

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