“L’idea di costituire il Polo del ‘900 è nata a Torino negli anni ’90, con l’idea di riunire dentro una sola sede le fondazioni culturali più rilevanti per fare una sinergia d’effetto. Un’idea che ha stentato a decollare, ma che poi negli anni 2000 ha preso corpo con 12 fondazioni culturali che si sono associate in un patto”. Lo ha ricordato Sergio Soave, presidente della Fondazione Polo del ‘900, intervenendo in commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle buone pratiche della diffusione culturale. Particolare merito, spiega Soave, “va alla Compagnia San Paolo che ha prima restaurato gli antichi palazzi juvarriani con 5,5 milioni di euro e poi si è detta disponibile a sostenere la metà del finanziamento che complessivamente le fondazioni pubblico-private potevano dare”.

“Il progetto – aggiunge Soave – è stato inaugurato un anno fa: 8000 metri quadri di superficie accessibile liberamente a tutti, nella quale si può trovare un museo, una mostra permanente, una grande biblioteca, uno spazio polivalente, tre aree per la didattica, un’area per i bambini, un mini cinema, etc. Questo è stato fatto sia per conservare e mettere in relazione le esperienze diverse, sia per riuscire a comunicare con nuovi linguaggi le grandi tematiche che hanno contraddistinto la vita politica, economica e sociale del ‘900. I risultati sono molto promettenti, si è decuplicato il numero degli utenti, le 12 fondazioni moltiplicano le loro iniziative e si può dire che ogni sera c’è qualcosa al Polo”. Si tratta “di un’operazione sicuramente virtuosa”.

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