Quali iniziative il ministro dei Beni culturali intende adottare “per la tutela dei 9.000 manufatti attualmente conservati nei 5 depositi inidonei di Ascoli Piceno, Camerino e San Severino Marche”? Lo chiede la deputata del Movimento 5 Stelle, Donatella Agostinelli, in un’interrogazione indirizzata al Mibact.

“In seguito al terremoto che ha colpito il Centro Italia nell’agosto 2016 – ricorda la deputata pentastellata – nelle Marche sono state tratte in salvo 10mila opere d’arte. Si tratta di dipinti del Seicento e del Settecento, sculture lignee, arredi sacri, tavole e affreschi quattrocenteschi. Di queste 10mila opere, solo 1.000 sono state portate nel più idoneo deposito di Ancona della Mole Vanvitelliana, mentre le altre 9.000 sono conservate in altri 5 depositi non idonei: uno ad Ascoli Piceno (in un ex capannone industriale), tre a Camerino (nel palazzo della Curia e nell’ex seminario) ed uno a San Severino Marche nell’episcopio)”.

Si tratta di locali angusti che, secondo l’architetto Luca Maria Cristini — già direttore dell’ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi di Camerino — “non sono adatti a conservare le opere; non hanno le giuste condizioni di microclima”. Il Soprintendente Birozzi segnala che “i manufatti (…) sono ancora impacchettati con materiali poco adatti” e che “(…) forse queste opere non torneranno mai a casa perché le chiese che le ospitavano sono state distrutte”.

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