“Assicuro che le strutture del ministero continueranno a seguire la vicenda con la dovuta attenzione, nella consapevolezza della forte valenza socio-culturale della sala cinematografica in questione per i quartieri interessati”. Lo ha detto il sottosegretario ai Beni culturali, Antimo Cesaro, rispondendo in commissione Cultura della Camera a un’interrogazione di Annalisa Pannarale (Si-Sel-Pos). “La questione sollevata – ha spiegato Cesaro – interessa due compiti istituzionali che questo ministero persegue: la promozione del cinema e la tutela del patrimonio storico-artistico. Sotto il primo profilo, sottolineo che la legge 220 del 2016 ha stanziato risorse per l’esercizio cinematografico, risorse relative sia alle spese d’investimento sostenute, sia alle spese di funzionamento. I relativi decreti attuativi sono ormai prossimi alla definizione, dopo un approfondito riscontro con le parti interessate. Pertanto a brevissimo sarà possibile per il cinema Galaxy, come per tutti gli altri cinema italiani, accedere alle predette risorse, così come comunicato recentemente alle categorie professionali negli incontri dedicati”.

“Per quanto riguarda invece il profilo della tutela del patrimonio storico-artistico, i competenti uffici della soprintendenza speciale di Roma hanno evidenziato che ‘è di tutta evidenza che la scomparsa di attività culturali e punti di aggregatori sociali quali sono i cinema di quartiere, costituisce un elemento incentivante lo spopolamento e le trasformazioni incongrue di destinazioni d’uso, e la perdita di valori immateriali sia del centro storico della città che delle periferie’. Con obiettivi di salvaguardia del tessuto sociale e culturale della città storica, sono state emanate dal Mibact le direttive concernenti le sale cinematografiche di interesse storico e le librerie storiche. In merito ai vincoli di destinazione d’uso con specifico riferimento alle sale cinematografiche, la sovrintendenza nel 2014 aveva vincolato l’ex sala cinema America, sottolineando come il valore d’uso del cinema America risultasse strettamente correlato alla sua conformazione architettonica e decorativa, e come l’originaria attività culturale rappresentasse un valore identitario, sia per la popolazione residente che per l’intera città, ancora recuperabile.

Com’è noto, tuttavia, il Consiglio di Stato, con una sentenza 2920/2017 ha accolto l’appello della proprietà, riformando la sentenza del Tar Lazio e annullando i decreti di vincolo. Alla luce anche di questa sentenza, i competenti uffici della sovrintendenza hanno rappresentato di non ravvisare i requisiti necessari al vincolo della struttura, e hanno auspicato l’attivazione di una tutela di tipo urbanistico, che garantisca il contesto relazionale con il quartiere e la città, a salvaguardia dei valori culturali identitari anche in considerazione del fatto che le norme tecniche di attuazione del Piano regolatore del comune di Roma contengono una disposizione relativa alle destinazioni d’uso, e specificamente per le sale cinematografiche”.

L’INTERROGAZIONE

“L’interrogazione riguarda il cinema Galaxy di Roma e in generale lo stato delle sale del circuito cinematografico in questo paese. Il cinema Galaxy di Primavalle dopo l’estate non ha più ripreso la sua programmazione. Si tratta di un cinema che è stato per anni un punto di riferimento culturale, in un contesto privo di strutture culturali. Se questa chiusura si confermasse definitiva, sarebbe certamente una perdita importante, sul piano sociale e culturale, per il territorio e la sua ricchezza. Il rischio è anche di un cambio di destinazione d’uso meramente commerciale e speculativo”, ha spiegato la deputata.

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