agenzia-entrate art bonusLe Fondazioni costituite da pubbliche amministrazioni che gestiscono un patrimonio culturale di appartenenza pubblica possono essere destinatarie delle erogazioni liberali che consentono di beneficiare dell’Art Bonus. Lo ha stabilito la risoluzione N. 136/E con la quale l’Agenzia delle Entrate ha espresso un parere in merito alla possibilità per una fondazione costituita da una pubblica amministrazione di ritenersi ricompresa tra gli “istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica” e, pertanto, essere destinataria, in base al decreto legge n. 83/2014, delle erogazioni liberali in denaro finalizzate al sostegno dell’istituto che consentono di beneficiare dell’Art Bonus.

Claudio Bocci, direttore di Federculture, accoglie con favore la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate. “L’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate che estende alle Fondazioni costituite dalla PA l’Art Bonus – commenta ad AgCult -, non solo garantisce un vantaggio fiscale ma, implicitamente, rafforza l’orientamento portato avanti da Federculture di premiare la qualità gestionale dell’offerta culturale. Le fondazioni culturali sono vere e proprie ‘imprese’ il cui principale risultato è quello di incrementare il ‘profitto sociale’ a vantaggio dei cittadini e, da questo punto di vista, incoraggia il mecenatismo sia da parte dei grandi donatori che da parte delle comunità di riferimento”.

L’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’Agenzia ha ritenuto opportuno acquisire sul tema il parere del competente Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo il quale si è espresso in senso positivo ritenendo che la natura giuridica formalmente di diritto privato della Fondazione, appositamente costituita da un ente pubblico per la gestione di un museo, consente l’ammissione al beneficio fiscale. Infatti – sostiene il MiBACT – il requisito dell’appartenenza pubblica, oltre che dall’appartenenza allo Stato, alle Regioni e agli altri enti territoriali, può essere soddisfatto anche dal ricorrere di una o più delle seguenti caratteristiche (esemplificative e non esaustive) del soggetto destinatario delle erogazioni: l’istituto sia costituito per iniziativa di soggetti pubblici e mantenga una maggioranza pubblica dei soci e partecipanti; sia finanziato esclusivamente con risorse pubbliche; gestisca un patrimonio culturale di appartenenza pubblica, conferito in uso al soggetto medesimo; sia sottoposto, nello svolgimento delle proprie attività, ad alcune regole proprie della pubblica amministrazione, quali gli obblighi di trasparenza o il rispetto della normativa in materia di appalti pubblici; sia sottoposto al controllo analogo di una pubblica amministrazione.

In presenza di una o più di queste caratteristiche, “istituti della cultura aventi personalità giuridica di diritto privato (costituiti, ad esempio, in forma di fondazione) hanno in realtà natura sostanzialmente pubblicistica e possono perciò ricevere erogazioni liberali per il sostegno delle loro attività (ferma restando la condizione dell’appartenenza pubblica delle collezioni)”.

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