Alfonsina Russo e Carla di francesco camminiUn percorso di 160 chilometri diviso in 8 tappe che attraversa 20 comuni. Sono solo alcuni dei numeri della guida “In cammino sulla via Appia nel Lazio. Al passo con la storia tra Roma e il Garigliano”. Una guida innovativa e parlante: oltre alla descrizione dei percorsi e alla segnalazione dei monumenti, la guida è infatti costellata di “Qr code” è possibile fruire di contenuti sonori aggiuntivi, come letture di brani tratti da testi letterari e interviste fatte a esperti e residenti sul territorio. Ci sono poi le tracce gps dei percorsi scaricabili gratuitamente e l’indicazione di percorsi alternativi alla via Appia che in alcuni casi può essere davvero pericolosa da percorrere a piedi. La presentazione che si è tenuta a Palazzo Patrizi Clementi sede della Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle arti e il Paesaggio per l’area metropolitano di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. Nel corso della conferenza una carrellata di 280 immagini ha portato nella sala il paesaggio descritto dalla guida. La guida, che ha un ultimo capitolo dedicato al cammino di San Paolo, è divisa per punti di interessi con approfondimenti e brevi focus. Le mappe sono state tutte ridisegnate a mano. Ogni anno ripercorreremo il percorso per verificarne lo stato.

Si tratta di una guida “realizzata camminando”, ha detto Alfonsina Russo, soprintendente che a breve andrà a ricoprire il ruolo di direttore del Colosseo. “La via Appia è un luogo dell’anima. L’idea della guida è nata nel 2016. Inizialmente si era pensato a una guida su San Paolo. Si mettono in evidenza le criticità che un camminatore incontra nel viaggio sulla via Appia”. Alfonsina Russo ha anche annunciato che il 9 o il 16 verrà organizzato un percorso sulla via Appia.

Per Saverio Urcioli, Soprintendente per il basso Lazio, ha ricordato come la riforma voluta dal ministro Dario Franceschini che affida alle soprintendenze la triplice funzione archeologica, delle belle arti e del paesaggio, abbia “dato la possibilità di avere una visione completa e integrata del territorio”. Ha auspicato anche la necessità di “avere un modo completo di comunicare i beni culturali. Oggi non si parla più di valorizzazione, ma di comunicazione. La comunicazione è basilare. Avrei intenzione di portare questa guida ‘al passo con la storia’ su altre direttrici oltre l’Appia, ad esempio la Via Latina”.
Ha concluso la mattinata il segretario generale del Mibact, Carla Di Francesco. Una mattinata “che, in un mondo ministeriale pieno di incombenze, rappresenta un momento molto felice: aiuta a capire e ricordare che il nostro è un lavoro fondamentale di tutela di conoscenza che ci rende grati gli orizzonti del futuro”. Per il segretario generale “la guida è un punto di legame di tante diversità del nostro territorio. Non solo per l’Appia ma per tutta l’Italia. Chi fa un turismo lento come in questo caso vede tutto lo spaccato del nostro Paese. Questa guida si può pensare replicabile in tutta Italia. Pensiamo ad esempio alla via Francigena o alla via Romea. Questa rete di strade irradia tutto il paese”.

“Questa bellissima esperienza – ha ribadito Di Francesco – può essere replicata con grandi vantaggi non solo personali, ma come arricchimento e coinvolgimento di tutti i cittadini perché il territorio sia presidiato non solo da noi tecnici ma da tutti: anche da chi attraverso il turismo riesce a capire quanti beni abbiamo. La guida rappresenta pure un “modo di affrontare tutela e valorizzazione molto piacevole e molto vicino alla quotidianità delle persone”. In conclusione, “il messaggio è replichiamo e coinvolgiamo. Esportiamo il sistema in tutta Italia”.

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