Quando si parla di paesaggio, e in particolare di quello costiero, “siamo già da tempo in una situazione che va definita da ‘allarme rosso’”. Lo scrive sul suo blog la sottosegretaria ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, commentando i dati forniti da Legambiente e pubblicati nel volume “VISTA MARE – la trasformazione dei paesaggi costieri Italiani” che la sottosegretaria presenterà a Roma il prossimo 14 dicembre. Dati, spiega, “che forniscono un quadro desolante della situazione delle nostre coste, assalite nonostante gli allarmi lanciati più volte da un’urbanizzazione che sembra senza fine. Come ho detto durante gli Stati Generali del paesaggio che si sono tenuti un mese e mezzo fa a Roma, quando si parla di paesaggio – e in particolare di quello costiero – siamo già da tempo in una situazione che va definita da “allarme rosso”.

“E questo nonostante si sia cercato nelle Regioni che hanno adottato un piano paesaggistico, purtroppo ancora poche, di limitare i danni. Il problema è sempre il solito: aggirare una politica di tutela in Italia è facile. Sovrapposizioni normative, competenze poco chiare e un conflitto perenne tra materia urbanistica, legislazione di tutela e azione da parte del Ministero dei Beni Culturali”.

“Ci sono state regioni nelle quali i piani per la promozione turistica sono stati in realtà degli strumenti abbastanza obliqui per favorire la cementificazione delle coste senza che fosse dato alle nostre Soprintendenze di esprimere un parere compiuto”.

“Di fronte a un quadro così desolante, oltre alla gratitudine nei confronti di Legambiente e delle altre associazioni ambientaliste per la costante opera di sensibilizzazione e monitoraggio, non si può che partire con un’azione coordinata di tutti gli organi competenti che risponda alla sempre più frequente richiesta da parte dei cittadini di tutelare il contesto nel quale vivono con una visione a medio e lungo termine che non sia sottomessa ad interessi particolari ma a quello collettivo del diritto al paesaggio”, conclude la Borletti Buitoni.

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