UnescoOltre 300 giovani, studenti e professionisti, compongono la rete italiana dei “Giovani Unesco”, che lavora sul territorio per promuovere i valori e gli ideali della grande organizzazione internazionale. A tracciare un quadro della situazione è stato Paolo Petrocelli, Presidente dei Giovani Unesco, intervenuto in audizione in Commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle buone pratiche della diffusione culturale. “La nostra è una presenza capillare – ha spiegato Petrocelli -, siamo 10,15 soci per Regione, per noi è fondamentale avere una rappresentanza locale. Dal 2015 abbiamo realizzato più di 200 eventi, in stretta collaborazione con le principali istituzioni nazionali e con una grande attenzione da parte del segretariato dell’Unesco di Parigi, che ha riconosciuto la nostra iniziativa pregevole”.

Petrocelli ha ricordato come ci sia “grande attenzione all’educazione, una delle linee strategiche principali promosse dall’Unesco” e poi ha parlato del progetto “Unesco Edu”. “Ha permesso a tutti i nostri soci di entrare nelle scuole secondarie, uno, due licei per Regione, e di promuovere progetti di alfabetizzazione ai valori Unesco. Cerchiamo di trasmettere a centinaia di migliaia di studenti l’importanza strategica di Unesco in questa fase storica. Abbiamo attivato laboratori che hanno declinato il progetto in oltre 44 città. L’impatto è stato decisamente notevole, anche grazie alla collaborazione con l’Università di Lecce, abbiamo ricevuto un contributo da parte del Miur e siamo a lavoro nella definizione della nuova annualità, che ci porterà a realizzare questo progetto con altre scuole nel 2018”.

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