europa patrimonio culturaleIn pochi hanno creduto fin dall’inizio nell’idea di un Anno europeo della cultura. Una di questi è Silvia Costa. E oggi, alla vigilia del lancio ufficiale che avverrà durante il Forum Europeo della Cultura a Milano, ci tiene a sottolineare con soddisfazione (e un pizzico d’orgoglio) il risultato raggiunto. “Oggi si vede che quando, in pochi, abbiamo lanciato l’idea dell’Anno europeo del Patrimonio culturale – dice l’eurodeputata del Pd ad AgCult -, avevamo visto giusto”. Una scommessa portata avanti “nonostante le tante resistenze incontrate e la marginalità della cultura nelle priorità della Commissione Ue”. All’epoca, “aver posto l’attenzione sul patrimonio culturale come ponte che unisce il passato e il futuro dell’Europa contribuendo a costruire la nostra identità di europei, si è rivelata una scelta strategica”.

LA CULTURA PER UN’IDENTITA’ EUROPEA

Sì perché, la Costa ne è convinta, la cultura in generale e l’anno europeo del patrimonio culturale in particolare, sono in grado di costruire un’identità forte dei cittadini europei. “L’anno europeo – spiega la Costa -, in una fase di smarrimento, può e deve aiutarci a ritrovare la nostra identità fondata su comuni valori: la centralità della dignità umana, lo stato di diritto, la solidarietà, la libertà , la sussidiarietà e quindi il riconoscimento delle diversità linguistiche e culturali”. Un’identità, precisa la Costa, che non è e non è in contraddizione con il riconoscimento e il dialogo con altre culture.

“Il patrimonio culturale europeo, materiale e immateriale, rappresenta un potente catalizzatore di un nuovo senso di appartenenza e di identità condivisa ma anche di capacità di dialogo, cooperazione internazionale e costruzione di pace. La dimensione politica dell’identità europea ha un assoluto bisogno della cultura per darle sostanza”. Solo se siamo consapevoli di questa identità europea, conclude, “possiamo individuare la cultura come potente fattore di relazioni e nuovi partenariati internazionali”.

L’ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE

Nei due giorni precedenti il Forum di Milano si sono tenuti gli incontri della Commissione e della rappresentanza del Pe con gli stakeholders e con i coordinatori nazionali dell’anno europeo negli stati membri. Da queste riunioni è emerso “un fiorire di progetti, programmi e iniziative con 70 progetti transnazionali presentati sul bando di Europa creativa, di cui la maggior parte da Italia e Francia, chesaranno aggiudicati entro l’inizio dell’anno”. Nell’ambito dei quattro pilastri su cui si organizza l’Anno (partecipazione, sostenibilità, innovazione e proiezione) saranno sviluppate dieci tematiche (si va dalla condivisione del patrimonio culturale alle competenze per professioni culturali, dall’educazione al patrimonio al reimmaginare spazi industriali o militari, dal turismo sostenibile alla qualità e standard negli interventi sui beni culturali che si terrà a Venezia, etc). E ogni Paese potrà presentare fino a cinque iniziative che potranno rientrare nelle flag initiatives europee . Le iniziative in tutti i 28 Stati membri sono già moltissime, anche transnazionali con una forte attenzione ai giovani e al coinvolgimento di associazioni istituzioni culturali a livello locale e regionale.

Da questi incontri preparatori, spiega con soddisfazione la Costa, si è capito che “abbiamo aperto il vaso di Pandora. Abbiamo infatti constatato in tutti gli Stati membri una ricchezza e un’effervescenza enorme che testimoniano una grande voglia di partecipazione e di cultura ”. L’Italia ha presentato il suo programma (ancora in costruzione) qualche giorno fa al Ministero dei Beni culturali. Tra gli appuntamenti di rilievo ci sarà l’incontro a Palermo sul dialogo interreligioso e a Macerata quello sul patrimonio a rischio anche per terremoto. A Venezia, si parlerà di qualità e standard di interventi di recupero del patrimonio culturale mentre a Firenze si farà il bilancio sulle capitali europee della cultura Ma un altro aspetto su cui Silvia costa si è molto spesa è sul riconoscimento di chi il patrimonio culturale lo ha costruito e continua a farlo: “Mi sono molto impegnata affinché sia tenuto in debito conto il ruolo degli artisti, della musica, delle performing arts e della creatività contemporanea”.

COSA ASPETTARSI DALL’ANNO EUROPEO

Infine un auspicio: “Mi auguro che l’Anno servirà a ratificare da parte di tutti gli Stati Membri la convenzione di Faro”. Oggi solo 11 Paesi hanno ratificato il testo (ieri la Finlandia tra poco l’Italia, si spera). La convenzione statuisce il diritto al patrimonio culturale e le comunità di patrimonio.

Ma Silvia Costa si aspetta anche altro. “L’Anno – conclude l’eurodeputata – è insieme un risultato del lavoro di questi anni, ma deve essere anche un punto di partenza per far sì che nasca una politica culturale europea, con un’agenda trasversale e integrata, e che finalmente nel piano pluriennale europeo le risorse destinate alla cultura siano almeno raddoppiate”.

Leggi anche:

Anno Ue 2018, Costa: obiettivo è arrivare all’1% del budget europeo per la cultura

Riforme culturali, Costa: Cornice europea può aiutare a metterle in sicurezza

Europa, la diplomazia culturale e il ruolo da protagonista dell’Italia

One Comment

  1. Pingback: Convenzione Faro, Ascani: occorre approvazione rapida, magari in legislativa - AgCult

Rispondi