“Faccio una proposta: ho chiesto, anche dopo questo evento, di dare un segnale forte a tutti i colleghi parlamentari europei, affinché diventino ambasciatori di questo Anno europeo della cultura. Io chiedo che nell’agenda della plenaria di gennaio sia messa la presentazione di questo Anno a tutto il Parlamento, che siano presenti, oltre al commissario, gli stakeholder e che si faccia di questo Anno una grande iniziativa politica del Parlamento che rappresenta 500 milioni di cittadini. L’Europa ha bisogno di un’anima e di tornare a essere percepita come la casa di tutti”. Lo ha detto l’europarlamentare Silvia Costa nel corso del suo intervento al Forum europeo della cultura che si è tenuto a Milano. “L’Europa l’hanno fatta gli artisti, gli scienziati, i filosofi, i viaggiatori: abbiamo bisogno di rendere il popolo europeo più consapevole del suo destino comune. Oggi non parte solo l’Anno europeo del patrimonio culturale, non possiamo chiuderci solo nell’Europa; se vuole essere un attore globale nel mondo, l’Europa deve lanciare questa nuova strategia per la cultura in tutte le relazioni internazionali. Solo chi ha un’identità forte può dialogare con le altre identità”.

“Voglio partire da un momento tragico che ha aperto gli occhi al mondo sul valore del patrimonio come valore universale, quando due anni fa l’Isis distrusse intenzionalmente Ninive, Palmira, Musul e altri luoghi straordinari del vicino oriente e del mediterraneo”, ha sottolineato la Costa nel suo intervento. “Credo che tragicamente il valore del patrimonio culturale ci sia stato restituito da questi episodi. Noi, nel Parlamento europeo, abbiamo chiesto che questa intenzionale distruzione non fosse considerata solo un crimine di guerra ma un crimine contro l’umanità, riconoscendo che erano state colpite insieme le nostre radici comuni ma soprattutto il simbolo della pacifica convivenza realizzata nei secoli da diverse religioni e culture. Se noi europei vogliamo essere i difensori globali di questi valori di umanità dobbiamo essere più consapevoli di cosa sono questi valori . Questo porta alla domanda su cosa rende europei gli europei e l’anno europeo può e deve aiutarci a ritrovare la nostra identità fondata su comuni valori. questi valori sono la centralità della dignità umana, lo stato di diritto, la solidarietà ,la libertà e quindi il riconoscimento delle diversità linguistiche e culturali . Questa diversità è una ricchezza solo se non diventa una scusa per lo sciovinismo culturale e se si pone in relazione e nel dialogo con altre culture”.

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