Assessore Lombardia Cappellini culturaE’ necessaria una nuova alleanza tra istituzioni, enti pubblici e privati, imprese culturali e creative, musei, biblioteche, perché la cultura diventi motore dello sviluppo anche in ambito europeo come lo è nella nostra regione. L’assessore alle Culture della Regione Lombardia Cristina Cappellini indica la strada, modello Lombardia, per fare della cultura un “motore dello sviluppo” economico e sociale. L’assessore, dopo aver ricordato le “tante eccellenze culturali e le tante diversità culturali” del territorio lombardo ha sottolineato il filo che lega le politiche culturali regionali a quelle europee ricordando le tappe politico-culturali che hanno portato la Regione a questi giorni. “Lo scorso 29 maggio abbiamo deciso di proclamare l’anno della cultura della Lombardia. L’inizio ha coinciso con una serie di eventi e di riconoscimenti, fra tutti il riconoscimento per la città di Bergamo per le opere di difesa veneziane tra il XV e il XVII secolo come patrimonio dell’umanità dell’Unesco”.

Grazie a questo riconoscimento “la Lombardia ha confermato il primato come regione con maggior numero di siti Unesco. Forti di questo primato, vogliamo continuare a investire molto per promuovere la conoscenza del nostro patrimonio culturale e valorizzare iniziative ed esperienze significative, a partire dal patrimonio immateriale, un pilastro dell’azione di governo della Lombardia. Stiamo portando avanti con misure ad hoc e strumenti innovativi una forte opera di valorizzazione del nostro patrimonio identitario”. C’è un ideale collegamento, ha proseguito la Cappellini, “tra l’anno lombardo della cultura e l’anno europeo del patrimonio culturale, testimoniando lo stretto rapporto tra identità lombarda e europea che potranno rafforzarsi solo se manterranno vive le loro radici culturali”.

Regione Lombardia, ha spiegato l’assessore, nella recente legge 25 dell’ottobre 2016 recante politiche regionali in materia culturale, ha unificato, semplificato e aggiornato la disciplina culturale abolendo le precedenti 19 leggi regionali in materia di cultura” e “introducendo nuove linee normative, nuove misure di sostegno e misure strategiche per la cultura”. “Abbiamo voluto introdurre e sperimentare i piani integrati della cultura, nuovi strumenti di programmazione strategica per favorire uno sviluppo territoriale a base culturale. Sul punto abbiamo avviato importanti bandi utilizzando fondi europei che ci permettono di sostenere progetti integrati di valorizzazione con riferimento a determinati attrattori culturali”.

Infine, la promozione del modello lombardo per fare della cultura un motore dello sviluppo locale ed europeo. “Crediamo – ha detto in conclusione del suo intervento – che sia necessaria una nuova alleanza che stiamo portando avanti con impegno e determinazione tra le istituzioni, gli enti pubblici e privati, imprese culturali e creative (siamo la terza regione in Europa per numero di imprese), musei, biblioteche, perché la cultura diventi motore dello sviluppo anche in ambito europeo come lo è nella nostra regione”.

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