L’Orchestra giovanile europea (Euyo) è pronta a ripartire: tamponata la crisi sul fronte finanziamenti (dall’Ue sono in arrivo 600mila euro l’anno dal 2018 al 2020) e risolto il problema “trasloco” (da Londra a Ferrara dopo la Brexit), l’istituzione nata nel 1976 per iniziativa di Claudio Abbado si riprende il titolo di “ambasciatore culturale” e guarda al futuro. Con una missione ben precisa da seguire: “Fungere da piattaforma per alcuni degli artisti più talentuosi e portare ovunque i valori più alti dell’Unione europea”. A parlare è Marshall Marcus, amministratore delegato dell’Orchestra, fondata 40 anni fa con l’obiettivo di riunire i migliori giovani musicisti d’Europa. In un’intervista a Pan European Networks, Marcus spiega come l’Orchestra tornerà a giocare un ruolo da protagonista nel Vecchio Continente: “L’Europa ha davanti a sé alcune sfide molto significative e mi sembra che la cultura, e un’organizzazione culturale come la nostra, possano essere d’aiuto” nell’affrontarle. Più di 120 musicisti, provenienti da 28 Paesi, che suonano “con incredibile passione, impegno e tecnica: un esempio tangibile – secondo Marcus – di un’Unione europea in azione”.

UN RAPPORTO SPECIALE CON L’ITALIA

Dopo aver ricordato le “ragioni storiche” che hanno portato l’Euyo a trasferirsi a Ferrara (“la tradizione operistica italiana” e “il legame con il maestro Abbado”), l’ad dell’Orchestra spiega come si è creato fattivamente il “rapporto speciale” con il Belpaese. “Dopo la Brexit – prosegue Marcus – diversi Paesi ci hanno contattato e c’erano alcune idee interessanti sul tavolo, ma alla fine il trasferimento in Italia, oltre ad ampliare il lavoro con la città austriaca di Grafenegg e lo spazio a Bruxelles, è diventata la soluzione più attraente, perché ha offerto un’ampia coalizione”. “Un elemento cruciale che ha portato alla decisione di trasferirci in Italia – ha sottolineato – è stato il sostegno di Dario Franceschini e di tutto il ministero dei Beni culturali che, insieme alla RAI e alla città di Ferrara, hanno sviluppato un progetto integrato”. L’Orchestra debutterà nella sua nuova “casa” il 30 marzo, con un concerto organizzato nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale.

MUSICA COME STRUMENTO DI DIPLOMAZIA CULTURALE

L’Orchestra si fa “ambasciatrice” dei valori europei anche fuori il Vecchio Continente, con dei progetti in Cina e negli Emirati. “Sono programmi particolarmente interessanti per noi – ha detto ancora Marcus – perché non si tratta solo di esibirsi in una serie di concerti ma di usare la musica come vero e proprio strumento di diplomazia culturale”. Nel dettaglio, il progetto in Cina si chiama Experience Europe ed è sostenuto dalla delegazione dell’Ue: “Siamo appena rientrati dalla prima parte del programma che ha coinvolto 11 musicisti dell’Euyo e della Shanghai Orchestra Academy – ha spiegato l’ad -. Accanto alle prove e ai concerti, abbiamo anche svolto workshop che spiegavano l’Europa ai cinesi e la Cina agli europei”. Un altro grande progetto è pronto a essere lanciato negli Emirati, “con una residenza importante, il prossimo aprile, alla Dubai Opera”, ha detto Marcus sottolineando come questi programmi rappresentino “un ottimo modo per utilizzare la nostra competenza musicale a servizio dello sviluppo culturale”.

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