centri storici ricerca ancsaFare tesoro di queste analisi per trarne suggerimenti nelle politiche amministrative e per condividere buone pratiche. Lo ha detto il sindaco di Bergamo Giorgio Gori in occasione della presentazione del Rapporto “Centri storici e futuro del Paese” realizzato dall’Associazione Nazionale Centri storico-artistici con la collaborazione del Cresme. “I problemi dei centri storici ci sono. Bergamo è originale visto che di centri storici ne ha due: con il centro storico vero e proprio sta sul Colle che negli anni ha risentito di non essere al centro della vita contemporanea. Nel passato gli alloggi erano maltenuti e malsani. La popolazione non esitò a spostarsi nelle periferie nuove: determinò una sostituzione abitativa molto significativa”.

Il secondo step nella trasformazione del centro storico di Bergamo “si deve all’affermazione della città come destinazione turistica. In questi anni il turismo è fortemente cresciuto portando alcune distorsioni del centro storico. Noi vogliamo che resti un luogo autentico. Invece la pressione turistica tende a modificare la natura dei luoghi”. Gori cita poi la trasformazione abitativa e commerciale della zona. “L’aeroporto di Orio al Serio ha portato con sé un aumento del turismo”. Sempre in chiave turistica Gori ha ricordato “l’accordo con Aler che ha permesso di mettere sul mercato oltre 200 appartamenti fermi. Li abbiamo tolti dall’edilizia popolare per farli confluire in quella per una fascia media”.

Dopo è stato affrontato il tema del commercio. “Abbiamo utilizzato il decreto che consente in alcuni ambiti di fare politiche di selezione delle merceologie – ha spiegato Gori -. Siamo la seconda città in Italia e abbiamo trovato un principio oggettivo di selezioni: indicando una ventina di codici avevo non compatibili con la tutela dei centri storici. Mi sarebbe piaciuto intervenire prima. Per ora ha carattere sperimentale. Ora ci resta il tema della trasformazione degli appartamenti in spazi di locazione per turisti. Mancano gli strumenti normativi: servono delle politiche nazionali. Questa ricerca dà l’opportunità di confrontarci con gli altri sindaci. Da qui in avanti dobbiamo fare tesoro di queste analisi. Mi riprometto di trarre suggerimenti per agire e condividere buone pratiche”.

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