camera deputati imprese culturaliLa Commissione Bilancio della Camera ha approvato un pacchetto di emendamenti alla Legge di Bilancio in discussione a Montecitorio che riguardano la cultura e che comprendono anche una proposta di modifica sulle imprese culturali e creative. Nel dettaglio, l’emendamento Pd riprende la definizione contenuta nella proposta di legge (approvata alla Camera e ora ferma all’esame del Senato) presentata da Anna Ascani, responsabile Cultura del Pd e prima firmataria della proposta di modifica alla Manovra. Ma soprattutto, assegna alle imprese in questione un “credito d’imposta nella misura del 30 per cento dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di prodotti e servizi culturali e creativi”. L’emendamento affida anche al Mibact l’emanazione entro 90 giorni di un decreto che definisca “la procedura per il riconoscimento della qualifica di impresa culturale e creativa e per la verifica della sussistenza dei requisiti”. Sempre al Mibact, di concerto con il Mef, è assegnato il compito di emanare entro 90 giorni un decreto che definisca “tipologie di spese eleggibili, procedure per la loro ammissione al beneficio, soglie massime di spesa eleggibile, criteri di verifica e accertamento dell’effettività delle spese sostenute”. Il limite di questa iniziativa è rappresentato, di certo, dalle risorse assegnate: il credito d’imposta è previsto “nel limite di spesa di 500.000 euro per l’anno 2018 e di 1 milione di euro annui per ciascuno degli anni 2019 e 2020”.

LE REAZIONI

Il provvedimento è stato accolto con grande soddisfazione dal settore. In particolare da Federculture, che è sempre stata in prima linea nella battaglia per il riconoscimento delle imprese culturali e creative. “Da parte nostra c’è grande soddisfazione. Questa legislatura – spiega ad AgCult il presidente Andrea Cancellato – è stata molto importante per la cultura e per l’imprese culturali e creative. È stato posto finalmente al centro del dibattito del paese il tema dei Beni culturali, la loro gestione e valorizzazione, sia in termini di recupero di risorse che erano state tagliate negli anni della crisi sia con le nuove progettualità”. Una legislatura, aggiunge, che era “partita con l’art bonus e che si conclude con il sostegno alle imprese culturali e creative recuperando in extremis la Legge Ascani che stava per essere abbandonata”. Ci sono quindi tutte le premesse “per una prossima legislatura di grande lavoro e importanza per il mondo della cultura, che rappresenta gran parte dell’identità del nostro Paese, ma anche buona parte della sua economia”.

LA DEFINIZIONE

Nell’emendamento approvato in Commissione Bilancio viene recuperata anche la definizione stessa delle imprese culturali e creative. Una definizione su cui Federculture aveva spinto affinché fosse integrato anche l’ambito delle arti applicati tra quelli che potranno caratterizzare le attività prevalenti delle imprese ai fini del riconoscimento da parte del Ministero. “Il mondo delle imprese creative ha nelle arti applicate probabilmente il suo asset fondamentale – spiega Cancellato -. Basta pensare al valore che design e moda hanno prodotto in questi anni, non solo in termini di valore aggiunto, ma anche in termini di proiezione del sistema Italia nel mondo. È il sistema che ci invidiano di più. Noi lamentiamo la fuga dei giovani dal nostro Paese, uno dei pochi settori in cui importiamo intelligenze dall’estero è proprio questo”.

LA STABILITÀ DI GOVERNO

Infine il presidente di Federculture nota come il lavoro e i risultati di questa legislatura siano stati possibili anche grazie alla “stabilità che ha caratterizzato il ministero dei Beni culturali che ha avuto una continuità per quasi tutta la legislatura con lo stesso ministro. Grazie a Franceschini è stato possibile sviluppare un impegno e una strategia di lungo respiro”.

Leggi anche:

Legge di bilancio, approvato pacchetto emendamenti su cultura. Franceschini: migliorata una manovra già molto positiva

One Comment

  1. Pingback: Legge di Bilancio e imprese culturali, Manzi: Abbiamo tenuto fede agli impegni - AgCult

Rispondi