“Oggi è una bellissima giornata per l’Italia, l’Europa e i giovani musicisti dell’Euyo. Ma soprattutto è una bellissima giornata per chi, come noi, crede che solo ripartendo dalla cultura, dai valori e dalla concreta esperienza di cittadinanza europea si rilancia il progetto europeo”. Lo ha detto l’europarlamentare Silvia Costa nel corso del suo intervento in Rai in occasione della firma ufficiale che sancisce il trasferimento della sede dell’Orchestra giovanile europea (Euyo) in Italia. “Sono orgogliosa – ha aggiunto – della battaglia portata avanti nel Parlamento europeo già dal 2016: a fronte del rischio di chiusura perché venute meno le risorse con un progetto non approvato, abbiamo ottenuto i fondi fino al 2017; ma mi ero ripromessa di trovare una soluzione diversa fino alla fine della attuale programmazione pluriennale e così abbiamo stanziato 600 mila euro per anno dal 2018 al 2020, dando tranquillità e continuità” al progetto.

L’Italia, ha aggiunto la Costa, “si è conquistata sul campo la credibilità e l’autorevolezza per ospitare e valorizzare una creatura del maestro Abbado, che dopo 42 anni costituisce una comunità che ad oggi ha coinvolto oltre 3000 musicisti, con risultati straordinari come dimostrato da una ricerca secondo cui il 90 per cento dei musicisti dell’Euyo viene occupato in orchestre e istituti musicali di eccellenza”. La Costa si è detta quindi convinta che nel nuovo programma cultura “dovrà essere previsto di nuovo l’istituto degli ambasciatori della cultura con una base di risorse annuali per consentire una selezione e programmazione pluriennale”.

“Abbiamo fatto una grande battaglia in questi anni per far sì che ci fosse una maggiore attenzione alla cultura come pilastro della integrazione europea”, ha aggiunto. “L’Anno europeo del patrimonio culturale sarà incentrato sull’innovazione, sulla tutela e valorizzazione, sulla sostenibilità. Penso che sia un’importante sfida anche per la Rai: un grande servizio pubblico deve sentirsi oggi non solo italiano ma anche europeo, e penso che si debba fare qualcosa di più per essere protagonisti davvero in questo Anno europeo come il paese che ha dato le radici alla musica europea”, ha concluso la Costa.

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