rete grandi Macchine Carta di NolaSalvaguardare, valorizzare, promuovere e trasmettere il patrimonio culturale immateriale italiano in Italia e in Europa, con particolare attenzione alle giovani generazioni, depositarie dell’identità europea che verrà. Lo chiede la Carta di Nola approvata sabato scorso nella Città dei Gigli e promossa dalla Rete delle Grandi Macchine a spalla italiane Patrimonio UNESCO. Tanti i soggetti italiani e internazionali che si sono riuniti a Nola per la sottoscrizione della Carta, dal sottosegretario al Mibact Antimo Cesaro ad Alfonso Pecoraro Scanio, dai Sindaci di Nola e Sassari – Geremia Biancardi e Nicola Sanna – al Direttore dell’Istituto centrale di Demoetnoantropologia Leandro Ventura, dal presidente emerito di Icomos Italia Maurizio De Stefano all’ex direttore dell’Ufficio di Venezia del consiglio d’Europa Alberto D’Alessandro, dal direttore di Federculture Claudio Bocci a Patrizia Nardi, Focal point UNESCO per la Rete delle grandi Macchine e promotrice della Carta di Nola. Con la Carta i sottoscrittori hanno deciso di attivare un tavolo di lavoro per l’attuazione e lo sviluppo delle linee di indirizzo emerse nel corso della due giorni “Patrimonio delle Comunità, Patrimonio dell’Umanità”. Secondo gli organizzatori è “necessario sviluppare sinergie tra tutti gli attori, che a vario titolo, si occupano di patrimonio culturale immateriale, perché ne sono portatori d’interesse in quanto comunità d’eredità o perché soggetti amministrativi e istituzionali di competenza, in modo da armonizzare gli interventi e massimizzare i risultai delle azioni di salvaguardia, promozione, valorizzazione e trasmissione in favore di questa tipologia patrimoniale, individuali o congiunte, pubbliche e/o private”.

CONVENZIONE DI FARO

La Carta chiede anche “la ratifica della Convenzione di Faro da parte del Parlamento Italiano, nei tempi utili all’approvazione finale da parte del Parlamento, prima della fine della Legislatura vigente”. Il ddl di ratifica della Convenzione ha concluso ili suo iter in Commissione Esteri del Senato e deve essere calendarizzata in Aula al Senato. “La Convenzione di Faro – si legge nella Carta di Nola – deve ritenersi un testo profondamente innovativo, in quanto introduce un concetto di “eredità-patrimonio culturale” che viene considerato come “un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei propri valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione” (art.2 Punto a); che introduce inoltre il concetto di “comunità di eredità-patrimonio” come “insieme di persone che attribuisce valore ad aspetti specifici del patrimonio culturale e che desidera, nel quadro di un’azione pubblica, sostenerli e trasmetterli alle giovani generazioni” (art. 2 Punto b)”.

LA RETE DELLE GRANDI MACCHINE A SPALLA

La Carta di Nola è stata ispirata dalla Rete delle Grandi Macchine a spalla italiane Patrimonio UNESCO e dal suo Focal Point Patrizia Nardi e poi recepita e proposta dal sindaco di Nola Geremia Biancardi nel corso del convegno “Patrimonio delle Comunità, Patrimonio dell’Umanità”. La Rete delle grandi macchine a spalla italiane è un’associazione, nata nel 2006, che include quattro feste religiose italiane (la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi e la Faradda di li candareri di Sassari). Dal 2013 la rete è inserita nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Su ispirazione e istanza della Rete delle grandi Macchine è stata emendata, giusta Legge 08/03/2017 n° 44, in favore del Patrimonio culturale immateriale, la Legge 20 febbraio 2006 n.77 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella Lista del Patrimonio mondiale posti sotto la tutela dell’UNESCO”.

 

I PROTAGONISTI

Patrizia Nardi, Focal Point Unesco di Rete delle Macchine

“Ho ritenuto che la grandissima comunità della Rete dovesse dare ancora una volta un apporto concreto al tema del patrimonio culturale italiano e del patrimonio immateriale di cui è straordinaria espressione. Da qui la Carta di Nola, condivisa con consapevolezza ed entusiasmo dal mondo della Rete convenuto a Nola per le Due Giornate UNESCO e per il colloquio ‘Patrimonio delle Comunità, Patrimonio dell’Umanità’, con il quale abbiamo voluto riunire chi dà e ha dato apporti importanti negli ultimi anni al tema del patrimonio immateriale, così delicato e così affascinante. Con la Carta, che presenteremo nelle prossime settimane al Ministro Franceschini e che comunque vuole essere traccia di percorso condiviso per la Legislatura che verrà, abbiamo voluto esprimere la nostra condivisione della Convenzione di Faro nella forma della promozione di una petizione in favore della sua ratifica, già avviata brillantemente da Claudio Bocci per Federculture qualche giorno fa; ci siamo impegnati a definire un gruppo di lavoro permanente e trasversale per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale italiano; abbiamo lanciato la nostra idea di progetto per il 2018 Anno Europeo del Patrimonio, che avrà il patrimonio culturale immateriale italiano ed Europeo come elemento fondante per poter costruire dal basso, bottom up, quella che è la nostra idea d’Europa e quella cultura di una identità europea che ancora manca”.

Geremia Biancardi, Sindaco di Nola

“La mia Città ha ospitato, per i quattro anni del riconoscimento UNESCO di Baku, la Rete delle Macchine, di cui fa parte, ed un importante parterre politico-istituzionale e scientifico per una riflessione di prospettiva sul patrimonio culturale immateriale, di cui abbiamo grande consapevolezza relativamente alla sua importanza come nostra espressione identitaria e come veicolo di integrazione sociale e sviluppo e crescita dei nostri territori. Promuoviamo e aderiamo alla Carta di Nola con molta convinzione, sia relativamente alla petizione al Parlamento della petizione per la ratifica della Convenzione di Faro, che dà grande rilievo alla partecipazione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, sia per ciò che riguarda il tavolo nazionale di competenza in favore del patrimonio immateriale, cosi come per la partecipazione ed alla promozione di un progetto condiviso su questa tipologia patrimoniale per il 2018 Anno Europeo del Patrimonio. Come amministratore, sono molto soddisfatto dai risultati raggiunti dalla Città di Nola dopo il riconoscimento e continuerò, insieme alla mia amministrazione, a lavorare in questa direzione in sinergia con la Rete, che ritengo fondamentale per raggiungere nuovi importanti obiettivi futuri per il territorio. In quanto cittadino, mi sento orgoglioso di aver partecipato a valorizzare il nostro importante patrimonio, che deve diventare il vero biglietto da visita per Nola e per tutta la Campania e il punto da cui ripartire”.

Leandro Ventura, Direttore dell’Istituto Centrale di Demoetnoantropologia

“La ratifica della Convenzione di Faro, che viene proposta dalla Carte di Nola a cui abbiamo aderito, è importante per due aspetti: in primo luogo perché in ambito europeo con questa convenzione si dà attuazione sia alla Convenzione UNESCO 2003 per la Salvaguardia del patrimonio culturale sia alla Convenzione UNESCO del 2005 sulla Diversità culturale: in secondo luogo perché si ribalta radicalmente quello che è il tradizionale punto di osservazione portato avanti dal Legislatore, un punto di vista molto elitario, centralizzato nella percezione del patrimonio culturale. Affidando invece con le convenzioni citate e con la Convenzione di Faro alle comunità patrimoniali il ruolo di tutelare ma anche di promuovere e valorizzare il patrimonio che rappresentano come patrimonio identitario, si inverte completamente il processo dando finalmente un riconoscimento dal basso a quello che è il valore del patrimonio culturale”.

Claudio Bocci, direttore di Federculture

“La Carta di Nola ha il pregio di sottolineare lo straordinario valore del patrimonio immateriale come importante elemento di coesione delle comunità di riferimento e, per questa via, richiama l’ispirazione della Convenzione di Faro che mette in rilievo le ‘comunità di eredità’ e il diritto dei cittadini alla partecipazione culturale. È per questa ragione che Federculture ha lanciato un appello per la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale prima della fine della legislatura. Abbiamo già raggiunto 2000 firme e continueremo nei prossimi giorni; se i tempi tecnici non lo consentiranno, chiederemo alle nuove Camere che, nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, la ratifica della Convenzione di Faro sia uno dei primi provvedimenti qualificanti della legislatura”.

APPROFONDIMENTI:

Carta di Nola UNESCO

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