Paola TavernaL’installazione pubblicitaria posta all’inizio di Via della Conciliazione, a Roma, “lede gravemente il decoro urbano della città e, in particolare, di uno dei scorci più belli e noti, creando un vulnus alla visibilità di piazza di San Pietro”. Lo si legge in una interrogazione al Ministro dei Beni culturali presentata al Senato dal M5S, con prima firmataria Paola Taverna. La senatrice 5stelle chiede “se siano stati rilasciati i necessari atti di autorizzazione, nullaosta e assenso, di cui all’articolo 49 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per la collocazione di mezzi pubblicitari in aeree di interesse culturale” e se il Ministro “non ritenga che tale vicenda mostri con evidenza determinate criticità nonché l’urgenza di provvedere, anche con interventi legislativi ad hocdi propria competenza, a una revisione della normativa in materia di beni culturali e paesaggistici nonché di assumere le opportune iniziative volte alla revisione delle intese stipulate al riguardo”.

Taverna spiega che “a seguito della segnalazione, i competenti uffici di Roma capitale hanno risposto con la seguente nota: ‘In merito alla polemica sul grande cartellone pubblicitario esposto all’inizio di via della Conciliazione, il Campidoglio precisa che la sua installazione è stata disposta dallo Stato Città del Vaticano, in regime di extraterritorialità, poiché l’edificio appartiene al Vaticano. Il regolamento sulla pubblicità adottato da Roma Capitale (che avrebbe previsto un formato più ridotto) non è dunque applicabile. Infine, eventuali rapporti istituzionali, finalizzati a valutare l’impatto della cartellonistica in queste fattispecie, possono essere tenuti soltanto dagli organi di governo, poiché si tratta di rapporti tra Stati, in questo caso regolati dai Patti Lateranensi'”.

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