artlab imprese culturaliNel 2014 le imprese che producono beni e servizi culturali ammontano a poco più di 134 mila unità (3,1 per cento del complesso delle imprese) e impiegano oltre 252 mila addetti, corrispondenti all’1,6 per cento degli addetti in totale. Le imprese culturali sono caratterizzate da una dimensione media molto ridotta, pari a poco meno di due addetti, contro i 3,7 della media delle imprese considerate nel loro insieme. È quanto si legge nell’Annuario statistico 2017 realizzato dall’Istat. Nella categoria degli studi di architettura si concentra quasi il 46 per cento delle imprese culturali attive, con la presenza di oltre 61 mila aziende, in grado di impiegare più di 68 mila addetti; nel settore del design specializzato e in quello delle attività creative, artistiche e di intrattenimento, la presenza di aziende attive oscilla intorno al 20 per cento del totale delle imprese culturali, con un numero di addetti rispettivamente di circa 46 mila e 37 mila unità. Un minor numero di addetti si riscontra, oltre che nell’ambito delle agenzie di stampa e della formazione culturale, anche nelle imprese appartenenti alla categoria dei musei, biblioteche e archivi, in quanto servizi di questo genere sono assicurati nella maggior parte dei casi dal settore pubblico.

Il confronto con il 2013 mostra un lieve incremento delle imprese culturali e creative per quanto riguarda il numero delle unità attive (+1,9 per cento) a fronte di un leggero decremento per quel che concerne il numero degli addetti (-1,0 per cento), con una performance migliore di quella del sistema produttivo nel suo insieme, soprattutto per quanto riguarda le aziende. Le imprese dedicate alla formazione culturale sono quelle che hanno registrato, rispetto all’anno precedente, il più elevato incremento sia delle unità attive (12,7 per cento) che degli occupati (8,2 per cento). La perdita più cospicua si è rilevata, relativamente alle imprese, per le agenzie di stampa (-5,6 per cento), relativamente agli addetti, per la produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore (-8,4 per cento).

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