colosseo guide turisticheIl valore complessivo della spesa delle famiglie italiane per la ricreazione e la cultura registrato nel 2015 ammonta a 67.020 milioni di euro, con un incremento rispetto all’anno precedente di quasi il 4 per cento; la percentuale sulla spesa totale delle famiglie (6,6 per cento) rimane tuttavia pressoché stabile rispetto al 2014 (6,5 per cento). È quanto si legge nell’Annuario statistico 2017 realizzato dall’Istat. Se si escludono le voci che riguardano aspetti del tempo libero, come i pacchetti vacanze, gli animali domestici e l’acquisto di fiori e piante, la categoria più consistente, pari, nel 2015, al 43,5 per cento di tutta la spesa per consumi culturali e ricreativi, è rappresentata dai servizi, che comprende una vasta gamma di attività: dallo spettacolo dal vivo ai consumi per cinema, radio e televisione, agli ingressi a musei e monumenti, ecc. Secondi per importanza, con l’11,6 per cento della spesa, gli acquisti per computer e apparecchi audiovisivi e fotografici, che ammontano a più del doppio di quelli per i libri. Le differenze territoriali sono apprezzabili: nel Mezzogiorno la spesa per consumi ricreativi e culturali rappresenta appena il 5,5 per cento della spesa totale delle famiglie, mentre al Nord-ovest raggiunge il 7,2 per cento. La regione in cui le famiglie hanno destinato a questo tipo di consumi una parte maggiore di spesa finale è il Piemonte (8,0 per cento); seguono, con il 7,5 per cento, l’Emilia-Romagna e la Provincia autonoma di Trento.

Tra il 2014 e il 2015 la spesa delle amministrazioni comunali per ricreazione e cultura è rimasta sostanzialmente stabile, intorno a 1.530 milioni di euro; anche l’incidenza sulla spesa totale è risultata inalterata e pari al 2,8 per cento. Sussistono tuttavia differenze a livello di dettaglio territoriale: mentre al Nord-est l’incidenza risulta pari al 4 per cento, al Sud supera di poco l’1 per cento. Nel 2016 i prezzi al consumo per ricreazione, spettacoli e cultura sono rimasti essenzialmente stabili, registrando, nel loro insieme, un aumento di poco superiore al mezzo punto rispetto all’anno precedente. L’incremento più consistente è avvenuto per i pacchetti vacanza e per gli altri beni durevoli per ricreazione e cultura (+2,4 per cento in ambo i casi). L’unica riduzione rispetto al 2014 si è registrata per la voce relativa ad altri articoli e attrezzature per attività ricreative, giardinaggio e animali (-1,0 per cento).

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