L’andamento dei flussi turistici mensili dell’anno 2016 indica il persistere delle differenze di comportamento tra la clientela residente e quella non residente, con una più marcata concentrazione dei flussi della prima nel periodo estivo: nei mesi di giugno, luglio e agosto è stato rilevato il 54 per cento delle presenze complessive annue di clienti residenti rispetto al 45,5 per cento di quelle relative ai non residenti. E’ quanto si legge nell’Annuario statistico Istat 2017. Con riferimento a questi ultimi, nell’insieme dei mesi di maggio, settembre e ottobre del 2016 si è registrato il 30,4 per cento delle presenze annue, mentre per la componente italiana il medesimo periodo assorbe solo il 18,9 per cento del totale annuo.

Strutture ricettive preferite. Si confermano anche per il 2016 differenze tra i residenti e i non residenti nella scelta della categoria alberghiera: i clienti non residenti sono più orientati verso gli alberghi a 4 e 5 stelle, i quali assorbono il 53,6 per cento delle relative presenze (contro il 38,7 per cento delle presenze alberghiere dei residenti). Una grande differenza si rileva anche per gli alberghi a tre stelle e le residenze turistico-alberghiere, dove la componente nazionale raggiunge il 53,1 per cento delle relative presenze alberghiere contro il 40,5 per cento della componente estera.

Per quanto riguarda, invece, gli esercizi extra-alberghieri, sia i clienti residenti sia quelli non residenti si concentrano prevalentemente nei campeggi e villaggi turistici (rispettivamente il 47,5 e il 47,4 per cento del totale delle presenze nelle strutture extra-alberghiere) e, a seguire, negli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale (con quote di presenze rispettivamente del 25,3 e del 31,8 per cento). Negli agriturismi la quota di presenze dei clienti non residenti risulta più alta di quella dei residenti (10,2 per cento contro il 7,6 per cento dei clienti residenti.

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