I ministeri dei Beni culturali e dell’Ambiente chiariscano se hanno esaminato la conformità del nuovo piano di assetto delle aree naturali protette – che riguarda anche il parco regionale dell’Appia Antica – con il piano paesaggistico e quali iniziative di competenza siano state assunte per il pieno rispetto delle norme prescrittive previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. E’ quanto chiede in un’interrogazione il senatore Walter Tocci (Pd) che, in caso di non conformità del piano, chiede anche quali determinazioni di competenza intendano assumere, anche alla luce della recente costituzione del parco archeologico dell’Appia Antica.

La Giunta della Regione Lazio – ricorda il senatore dem – ha approvato la proposta di legge n. 402 del 26 ottobre 2017 recante “Disposizioni in materia di ambiente” e ha trasmesso il testo alla Commissioni competenti per i rispettivi pareri. La proposta di legge modifica, tra le altre cose, la normativa relativa ai piani di assetto delle aree naturali protette, che riguarda anche il parco regionale dell’Appia Antica. L’articolo 5 della proposta di legge, la cui rubrica recita “Modifiche alla legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29, recante norme in materia di aree naturali protette regionali”, prevede il silenzio-assenso ove il Consiglio regionale non deliberi entro 90 giorni sulla proposta di piano.

Considerato che l’area su cui insiste il parco regionale dell’Appia Antica è vincolata dal piano paesaggistico dell’Appia antica, come ambito 15/12; ai sensi dell’articolo 145, rubricato “Coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione” del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, i piani di assetto dei parchi regionali debbono conformarsi ai piani paesaggistici. “La Regione, afferma il comma 5 dell’articolo 145, disciplina il procedimento di conformazione ed adeguamento degli strumenti urbanistici alle previsioni della pianificazione paesaggistica, assicurando la partecipazione degli organi ministeriali al procedimento medesimo”.

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