Galleria nazionale d'arte moderna Musei“È importante approvare entro questa legislatura il decreto ministeriale sul Sistema museale nazionale”. Tiziana Maffei, presidente di ICOM Italia, chiama in causa “con forza” il ministro Dario Franceschini sollecitandolo “a completare il percorso di riforma che ha avviato nel 2014” e spiega ad AgCult che i tempi per dare vita al Sistema museale nazionale sono ormai maturi, anzi. Si perde un’occasione interrompendo un processo per ritornare allo stato dei precedenti tentativi falliti. Siamo quasi fuori tempo massimo. Quello in attesa è un decreto che deve essere sottoposto anche al vaglio delle Regioni e il timore è che non si faccia in tempo prima delle elezioni. In quasi tutti i paesi europei, a partire dagli ultimi decenni del Novecento, sono stati creati sistemi museali nazionali o regionali e avviati processi di riconoscimento o accreditamento dei musei. Sistemi con approcci diversi nei quali sicuramente molto collaudata e interessante appare l’esperienza britannica. Certo, ogni esperienza nazionale è diversa e mai come in Italia questo è vero anche per il mondo culturale, ci tiene a precisare il presidente di Icom Italia: “La struttura museale italiana – spiega – non è equiparabile a nessun altro Paese sia in termini quantitativi che in termini di tradizione storica e di legame col territorio”. Resta comunque il fatto che anche in Italia si parla ormai da troppo tempo di un sistema museale nazionale. È per questo che ICOM vuole accelerare e concludere un percorso che, va detto, in questa legislatura ha fatto importanti passi in avanti.

Il Ministero dei Beni culturali ha pubblicato prima di Natale le relazioni conclusive dei lavori della commissione di studio per l’attivazione del Sistema museale nazionale presieduta da Lorenzo Casini, consigliere giuridico del ministro Franceschini e recentemente confermato nel suo incarico al Mibact. Per due anni la Commissione ha lavorato alla stesura delle linee guida del Sistema museale concludendo i lavori il 30 giugno di quest’anno. Il risultato principale (insieme alle proposte di modalità per l’accreditamento dei musei al sistema nazionale) è senza dubbio la definizione dei LUQ, ossia i livelli uniformi di qualità. In questo senso si è proseguito e completato il lavoro avviato nel 2012 ma risalente alla fine degli anni Novanta del secolo scorso.

CHE COSA DOVRÀ CONTENERE IL DECRETO MINISTERIALE?

Il decreto ministeriale tanto atteso dovrà ratificare i Livelli uniformi di qualità messi a punto dalla Commissione e dovrà, soprattutto, definire le modalità di accreditamento dei musei al Sistema museale nazionale. “I Luq – spiega Tiziana Maffei – sono stati modellati sulla base degli standard internazionali di ICOM riprendendo il lavoro sugli atti di indirizzo ‘sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento dei musei’ e alla luce delle esperienze regionali realizzate in questi anni. Il risultato appare più facilmente applicabile nella sua concretezza. Inoltre, questione fondamentale, i livelli uniformi di qualità sono stati concordati con tutte le Regioni: ci sarà un sistema unico per tutte le regioni, siano esse a statuto speciale o ordinario, dalla Sicilia al Friuli. Quello che è importante quindi è che finalmente ci sono dei parametri uniformi per tutti i musei che sono liberi di accreditarsi”.

Nella relazione finale della Commissione vengono affrontate quindi diverse opzioni riconducibili alla costruzione del Sistema museale nazionale: quale sistema di accreditamento costruire e con quale forma di riconoscimento (bollino, marchio, attestato, ecc.)? Come organizzarlo e con quali procedure? Come assicurare l’integrazione tra sistema museale nazionale e sistemi museali regionali e locali? Quale ambito di applicazione soggettiva va assicurato, per esempio rispetto a musei privati o aree archeologiche? Come finanziare il sistema? Tutte questioni a cui dovrà rispondere il decreto ministeriale. La definizione dei livelli uniformi di qualità aprono la strada al raggiungimento di obiettivi specifici, come la costituzione di una rete di incentivi e agevolazioni per i musei che rientreranno nel sistema, “ma soprattutto – precisa Maffei – il fatto che questi livelli di qualità, per i musei interessati, al di là della proprietà, tipologia, dimensione, sono raggiungibili in funzione di competenze specifiche e di funzionalità di cui tutte le istituzioni, anche in auspicabili e sostenibili aggregazioni di rete, dovranno dotarsi per poter entrare nel sistema”.

Il passaggio più complicato adesso sarà certamente definire le modalità di accreditamento dei musei. La Commissione ha fatto delle proposte ma ora il ministro dovrà pronunciarsi.

I MODELLI STRANIERI

La Commissione ha valutato quale tipo di sistema museale integrato sia possibile attuare in Italia, tenendo presente quanto già realizzato in altre esperienze straniere, in particolare, nel Regno Unito e in Francia. L’esperienza francese è caratterizzata dalla scelta di standard minimi di gestione museale non propriamente analitici, riconducibili a quelli previsti per ottenere la qualifica (appellation o label) di Musée de France, così come introdotta dalla legge 4 gennaio 2002-5 e recepita nel 2004 dal Code du Patrimoine (CP). Nell’analisi dell’esperienza museale britannica occorre invece muovere da premesse diverse dalla tipizzazione dei musei esistenti, siano essi nazionali, locali o privati indipendenti poiché a ciascun tipo corrispondono problematiche differenti e modalità di gestione specifica. Tuttavia, esiste ormai da molto tempo un sistema di gestione museale o di accreditamento (Accreditation Scheme) uniforme per tutto il Regno Unito, revisionato da ultimo nel 2011. Seppure attuato da soggetti diversi a seconda della territorialità di riferimento, esso rappresenta il primo modello di gestione museale integrato realizzato in Europa e quello maggiormente collaudato, a cui si sono ispirati tutti i Paesi che ne hanno successivamente introdotto uno. (Per approfondimenti: http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1513242664508_Allegato_III_-_Francia_e_UK.pdf).

 

Approfondimenti:

Le conclusioni della Commissione di studio per l’attivazione del sistema museale nazionale:

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/visualizza_asset.html_1405601034.html

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