Guide turistiche MibactI sindacati e le associazioni di categoria che rappresentano le guide turistiche hanno tempo 48 ore per recapitare al Ministero dei Beni culturali e alle Regioni le proprie richieste al fine di modificare l’intesa Stato-Regioni sulla guida turistica nazionale. L’intesa è già stata firmata in conferenza delle Regioni lo scorso 21 dicembre e dovrà regolamentare e disciplinare l’accesso alla professione nei prossimi anni. Dopo il presidio organizzato questa mattina da Federagit Confesercenti di fronte al Mibact, è questo il primo risultato raggiunto nell’incontro che una delegazione dei manifestanti ha avuto con lo staff del ministro Dario Franceschini. Innanzitutto – spiegano i rappresentanti di Federagit Confservizi, Uil-Tucs, Flaica-Cub, Associazione Guide Campania, Agtar, Jasga e Filcams Cgil (che rappresentano circa il 75% delle guide italiane) – “ringraziamo per l’ascolto puntuale da parte del Gabinetto del ministro e ci auguriamo, che le nostre richieste che sono state definite ‘ragionevoli e condivisibili’, siano recepite e che il testo dell’intesa sia modificato sostanzialmente”, spiegano al termine della riunione durata circa due ore.

LE RICHIESTE DELLE GUIDE TURISTICHE

I punti qualificanti emersi nel vertice al Collegio romano, e più volte esplicitati dai rappresentanti di categoria, sono innanzitutto “l’accesso alla professione che preveda delle lauree umanistiche, una commissione pubblica e bandi pubblici la cui uniformità nazionale deve essere garantita dal Mibact”. Punto fondamentale è che “in nessun modo l’esame di abilitazione professionale sia legato a corsi formativi privati”. Inoltre, l’esame dovrà essere sostenuto “in lingua straniera e non con la presentazione di una semplice certificazione perché quest’ultima non garantisce la padronanza di un lessico specifico pertinente alla professione”. Infine, è necessario prevedere “una definizione che riconosca espressamente le competenze della guida nazionale, ma che preveda anche la parte della guida specializzata”. Infatti, spiegano, all’interno della professione c’è una parte relativa a una pertinenza nazionale e una parte relativa a una pertinenza molto più approfondita e specifica per quelli che sono i beni di maggior interesse storico-artistico e culturale.

I PROSSIMI PASSI

Per adesso l’intesa sottoscritta in Conferenza delle Regioni è ancora in stand by in attesa del via libera del Mibact. Il tavolo tecnico tra ministero e regioni attenderà le proposte scritte delle associazioni di categoria e dei sindacati che dovranno essere formulate entro 48 ore. Una volta acquisite, saranno recepite le istanze compatibili con le necessità delle varie Regioni e con la sentenza del Consiglio di Stato sulla guida specializzata e sull’elenco dei siti riservati “che ha condotto la categoria al caos”. Al termine di questo percorso, il ministero potrà procedere alla firma dell’intesa nella Conferenza Stato-Regioni, probabilmente nella prima seduta di febbraio. “Noi – aggiungono i promotori del presidio – ci riserviamo di vedere quali saranno gli esiti delle modifiche. È chiaro che questa intesa potrebbe essere accettata dalla categoria solo in via transitoria ed esclusivamente a fronte dell’impegno da parte del ministero a redigere una legge di sistema”. Cosa che potrà ovviamente avvenire solo nella prossima legislatura. Il ministero, riferiscono le guide turistiche, è intenzionato comunque a firmare l’intesa per evitare “un ulteriore caos e una moltitudine di ricorsi in assenza di una norma precisa e uniforme a livello nazionale”.

3 Comments

  1. ASSOCIAZIONE GUIDE SIKELIOTA

    E’ giusto che la professione di guida turistica sia tutelata da leggi che proteggono le guide ,,ITALIANE,, dall’invasione di guide straniere.La guida deve essere regionale,chi desidera estendere l’autorizzazione a esercitare,puo’ sostenere un esame per estendere il suo patentino ad altre regioni italiane.

  2. È quello che sostengo da tempo e che non serviva la nuova legge anche perché non c era nessun limite allo svolgimento della professione, non c’erano limiti territoriali se non quello di dimostrare le proprie competenze su di uno specifico territorio, poi potevi essere lucano, svedese o siciliano. Tutto questa schizofrenia normativa, come sempre è servita solo a perdere tempo ed energie ed a dimostrare per l’ennesima volta la scollatura tra classe politica, realtà del paese e reale mondo del lavoro. Tutto ciò come sempre, probabilmente perché in questo paese il fine è sempre quello di favorire qualcuno a discapito di chi rappresenta oggetivamente la colonna vertrebrale di questa fetta di mercato

  3. A me sembra che le richieste delle associazioni di categoria servano solo a preservare i diritti delle lobbies, e di chi l’abilitazione ce l’ha già per non permettere la concorrenza. Perchè è giusto che le guide siano preparate, ma è anche indispensabile che siano fissati dei termini annuali entro i quali poter sostenere un esame di abilitazione e non dover attendere tempi biblici per poter sostenere un esame. In questo modo non si fa altro che creare un’enorme disparità tra chi l’abilitazione l’ha ottenuta in passato e chi invece, pur volendo intraprendere questo lavoro non può a causa della mancanza della possibilità di sostenere un esame che a termini di legge dovrebbe essere garantito ciclicamente.

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