Rievocazioni storiche 2La scelta di proclamare il 2020 anno delle manifestazioni dei cortei in costume, delle rievocazioni storiche e dei giochi storici “dovrà essere valutata e decisa dal prossimo Governo”. Il governo, rappresentato dal sottosegretario al Mibact Ilaria Borletti Buitoni, ha risposto così all’interrogazione del presidente della Commissione Ambiente Ermete Realacci che il 5 dicembre 2017 aveva chiesto di “valutare l’opportunità di assumere le iniziative di competenza per avviare l’iter di proclamazione del 2020 come ‘l’anno delle manifestazioni dei cortei in costume, delle rievocazioni e dei giochi storici’ in Italia”. Una risposta che rinvia, come è comprensibile, la decisione al successore di Dario Franceschini al Collegio Romano, ma che non risparmia un certo endorsement a favore di questa scelta: “Nella forte convinzione della straordinaria importanza che riveste il nostro patrimonio – scrive Borletti Buitoni -, si comprende il senso della proposta di proclamare il 2020 anno delle manifestazioni dei cortei in costume, delle rievocazioni storiche e dei giochi storici, in analogia a quanto già effettuato per il 2018 proclamato anno del cibo e per il 2019 anno del turismo lento”. E aggiunge: “Cortei in costume, rievocazioni storiche e giochi storici, sono parte del nostro patrimonio storico-culturale, come riconosciuto, tra l’altro, anche dalla convenzione internazionale Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale”. Come anche il Codice dei Beni culturali che “assoggetta alle proprie disposizioni le espressioni di identità culturale collettiva contemplata dalla convenzione Unesco”.

LA BATTAGLIA CONTINUA

Ermete Realacci comprende le ragioni della risposta del governo e ne apprezza i contenuti, ma non rinuncia alla sua battaglia. Una battaglia che va avanti da tempo, iniziata con la presentazione di una legge ad hoc per il riconoscimento di contributi e agevolazioni fiscali e, soprattutto l’istituzione di un albo che raccolga le principali manifestazioni nazionali. Quella legge non è stata approvata prima della fine della legislatura ma i contenuti sono finiti nel codice dello spettacolo dal vivo approvato verso la fine del 2017. Quel provvedimento contiene infatti una delega al governo a legiferare su molti fronti tra cui proprio le rievocazioni storiche. Inoltre, sempre nell’ambito di questa legge, è stato approvato un ordine del giorno a prima firma Realacci, che impegna il governo a istituire “un albo nazionale delle manifestazioni, dei cortei in costume, delle rievocazioni e dei giochi storici” e a “prevedere forme di deducibilità e detraibilità delle erogazioni agli enti promotori delle stesse”.

Si tratta di “un ordine del giorno presentato con Flavia Piccoli Nardelli ed Enrico Broghi con il quale si riprendeva la filosofia della mia legge e si diceva anche di valutare l’opportunità di realizzare un albo delle manifestazioni più rilevanti – spiega Realacci ad AgCult -. Alla fine, si tratterà della misura più importante, aldilà delle misure fiscali ed economiche che sono ovviamente utili. Bisogna infatti dare dignità a questo mondo che presenta caratteristiche fantastiche e nel quale occorre distinguere la ‘sagra della ranocchia’ dalla manifestazione seria. La comunicazione e la legittimazione è molto importante perché, al fianco del discorso delle risorse, aiuta queste manifestazioni a raccogliere sponsorizzazioni e contributi”.

Da questo punto di vista il governo condivide l’impostazione di Realacci: “Naturalmente – aggiunge Borletti Buitoni ricordando l’istituzione del Fondo per le rievocazioni storiche istituito con la Legge di Stabilità per il 2017, che prevede una dotazione di sei milioni di euro nel triennio 2017-2019 -, quello dei cortei storici è un ambito che deve essere ancora definito nel suo complesso e nei cui confronti, però, questo Ministero rivolge già tutta l’attenzione e considerazione. Si dovrà valutare anche – spiega il sottosegretario – l’istituzione di un albo nazionale delle manifestazioni dei cortei in costume e prevedere delle agevolazioni fiscali al fine di rendere deducibili le erogazioni in denaro effettuate in favore degli enti gestori delle manifestazioni, nonché delle federazioni a cui essi sono associati”.

LE RIEVOCAZIONI STORICHE

Le manifestazioni dei cortei in costume, delle rievocazioni e dei giochi storici costituiscono, spiega Realacci, “un’antica e nobile tradizione delle strade e delle piazze italiane: luoghi naturalmente essenziali per la vita sociale e culturale delle città. I giochi e le rievocazioni storiche favoriscono, all’interno delle collettività in cui sono inseriti, un forte spirito di aggregazione e offrono uno spettacolo che, oltre al piacere ludico, è un reale mezzo di promozione culturale e turistica. Per ogni manifestazione storica, regata, palio o giostra, si registrano in media circa 24.000 presenze. Il tasso di autofinanziamento di tali eventi, peraltro, è elevatissimo (60 per cento contro il 39,40 per cento di finanziamento pubblico), ottenuto tramite sponsorizzazioni, vendita di prodotti, di servizi e di biglietti, nonché contributi degli associati. Il volume di affari è elevato e si attesta su svariati milioni di euro tra indotto diretto e indiretto. Un migliore coordinamento delle stesse non potrebbe che concorrere al rafforzamento di queste attività culturali e della nostra attrattiva turistica nel mondo”.

Anche il governo richiama, a titolo esemplificativo, nella sua risposta alcune delle manifestazioni più rilevanti: “il ‘Gioco del Ponte’ di Pisa, la ‘Quintana’ di Ascoli Piceno, la ‘Festa del Duca’ di Urbino, il ‘Palio di San Floriano’ a Jesi, il famosissimo ‘Palio’ di Siena, la ‘Sartiglia’ di Oristano, la ‘Regata delle antiche Repubbliche marinare’ di Amalfi, il ‘Palio’ di San Donato, la ‘Messa dello spadone’ di Cividale del Friuli, la partita degli scacchi viventi di Marostica e la festa dei Ceri di Gubbio e numerosi altri ancora. Tali manifestazioni – conclude Borletti Buitoni – confermano non solo l’importanza delle nostre tradizioni, ma rappresentano un mezzo di conoscenza culturale e promozione turistica delle nostre città e dei nostri borghi”.

One Comment

  1. vanno debellate le truffe e le carnevalate! sottoposte a controlli seri sagre feste e sedicenti rievocazioni

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