Carabinieri mostra CameraOpere sequestrate, opere rimpatriate, opere salvate. Sono le tre tipologie di opere esposte nella mostra dal titolo “Testimoni di Civiltà – L’art. 9 della Costituzione. La tutela del patrimonio culturale della Nazione”, ospitata dalla Camera dei Deputati ed organizzata dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. I beni archeologici e artistici in mostra nella sala della Lupa a Montecitorio sono infatti frutto delle operazioni del Comando Tpc dei Carabinieri attraverso il lavoro investigativo, quello condotto all’estero nell’ambito della “diplomazia culturale” e il lavoro di recupero dalle macerie delle opere dei luoghi del terremoto del Centro Italia. Una mostra che allo stesso tempo ripercorre anche la storia del nucleo tutela del patrimonio culturale dell’Arma ormai prossimo ai 50 anni di vita. Una storia intensa, ha detto il comandante Fabrizio Parrulli, che va dall’attività di indagine e di contrasto alle operazioni criminali al supporto al personale del Mibact nelle zone terremotate, dalle missioni come caschi blu della cultura alla formazione del personale di altri paesi.

LA MOSTRA

L’esposizione, ospitata nella ‘Sala della Lupa’ di Montecitorio dove è conservata la copia originale della nostra Costituzione, costituisce una delle iniziative per ricordare il settantesimo anniversario dell’entrata in vigore della legge fondamentale italiana. Permette, infatti, di valorizzare il contenuto dell’articolo 9, uno dei dodici principi fondamentali, che raccomanda a tutti i cittadini di tutelare il patrimonio storico e artistico della Nazione. L’iniziativa è l’occasione anche per illustrare la poliedricità dell’azione di tutela e di salvaguardia che l’Arma dei Carabinieri svolge in sinergia con le articolazioni centrali e periferiche del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. All’inaugurazione hanno partecipato la presidente della Camera Laura Boldrini, il questore di Montecitorio il deputato Stefano Dambruoso, il comandante dei Carabinieri TPC Fabrizio Parrulli e Daniela Porro, curatrice della mostra. Presente anche la presidente della Commissione cultura della Camera Flavia Piccoli Nardelli.

LE OPERE RECUPERATE DAI CARABINIERI

La mostra è costituita da un’importante selezione di opere recuperate dal Reparto Speciale dell’Arma dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale, a seguito di attività investigative, dell’azione della “Diplomazia culturale” o delle operazioni di messa in sicurezza del patrimonio culturale colpito dagli eventi sismici del 2016 che hanno interessato l’Italia centrale. “Si tratta di opere che sono state al centro di importanti attività di recupero e ritrovamento. Opere di grande valore che provengono da siti di tutta Italia”, ha detto la curatrice della mostra Daniela Porro che è anche la direttrice del Museo Nazionale Romano e che durante il terremoto del 2016 era capo dell’unità di crisi del Mibact nel Lazio. “Dalle zone del terremoto – ha aggiunto Porro – sono stati recuperati oltre 20mila beni sottratti alle macerie e ora sono custoditi nei quattro depositi individuati sul territorio delle quattro regioni coinvolte”.

Tra le opere in mostra, per la prima volta in Italia, il carro del principe sabino a decorazioni dorate: capolavoro trafugato negli anni ‘70 dalla necropoli di Eretum (località nel Comune di Montelibretti), città sabina dell’antico Lazio, recentemente rimpatriato dalla Danimarca. Potranno anche essere ammirati il noto gruppo scultoreo “Triade Capitolina”, rinvenuto negli anni ’90 nel corso di scavi clandestini, nonché la grande tela d’altare di Giovan Battista Tiepolo della chiesa di San Filippo Neri di Camerino, messo in sicurezza a seguito dei drammatici eventi sismici che si sono verificati in Italia nel 2016. C’e anche un’opera che viene dalla Siria, rinvenuta in Piemonte nel 2011.

LA STORIA DEL CARRO DI ERETUM

Nel 1972, nel corso di una campagna di scavo condotta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, nella necropoli dell’antico abitato sabino di Eretum, nei pressi dell’attuale Montelibretti (Roma) venne rinvenuta una tomba purtroppo già violata negli anni precedenti da tombaroli che avevano addirittura utilizzato un mezzo meccanico. Gli archeologi rinvennero in quel contesto alcuni reperti pertinenti un importante carro che faceva parte di un corredo tombale, ma il carro e molti degli oggetti del corredo erano già stati asportati. Nel 1995 i Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale nell’ambito di una più articolata attività investigativa riuscirono ad accedere insieme alla polizia elvetica all’interno del porto franco di Ginevra, dove un trafficante italiano restaurava e vendeva beni archeologici provenienti da scavi clandestini effettuati in italia.

Grazie alla documentazione sequestrata in quell’occasione, furono accertati precisi collegamenti tra il trafficante e altri intermediari operanti in tutto il mondo: tra essi un noti ricettatore americano, la cui abitazione parigina venne successivamente perquisita. Qui i carabinieri ritrovarono un suo diario nel quale venivano descritti con dovizia di particolari i traffici e gli oggetti trattati. Tra i beni menzionati spiccava il carro di Eretum, che il ricettatore aveva rivenduto al museo Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, corredandoli di falsa documentazione. Il materiale pertinente al carro rinvenuto durante gli scavi del 1972 e numerosi riscontri investigativi consentirono di instaurare un solido procedimento penale che ha portato alla confisca dello splendido reperto, infine restituito dal museo danese all’Italia nel giugno 2016, in virtù di un accordo sottoscritto con il Mibact. In cambio il Ny Carlsberg Glyptotek potrà esporre, con prestiti a lungo termine, beni attualmente conservati nei depositi di musei italiani.

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