“In una fase che vede anche la politica ergere muri, barriere, vedere altre civiltà e culture come qualcosa da respingere, dalla pratica della transumanza viene invece un messaggio di integrazione, non solo tra paesaggi ma anche tra culture diverse”. Lo ha detto ad Agcult il presidente del Consiglio Superiore dei beni culturali, Giuliano Volpe, a margine della presentazione presso il Collegio Romano del libro “Cammini di uomini, cammini di animali”, a cura di Katia Ballacchino e Letizia Bindi. Presenti, tra gli altri, Gianmaria Palmieri, Magnifico rettore dell’Università degli studi del Molise, Enzo Di Nuoscio, direttore del dipartimento Susef dell’Università degli studi del Molise, Fabio Pilla, presidente di Biocult, Giuseppe Blasi, capo dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Mipaaf, Teresa Elena Cinquantaquattro, direttrice della soprintendenza per l’archeologia, belle arti e paesaggio del Mibact per il Molise, Leandro Ventura, direttore dell’istituto centrale per la Demoetnoantropologia e del segretariato generale Mibact/Polo museale del Molise.

“Cultura della transumanza e pratica della transumanza – spiega Volpe – sono elementi di una visione globale, olistica, complessa, dei territori, dei paesaggi, e delle società che si sono succedute, con alcuni elementi che sono persistenze strutturali, e questa dei tratturi è una di queste persistenze strutturali, che ovviamente in contesti funzionali sempre diversi attraversano la storia millenaria dei nostri territori. La visione di tutela organica che il Mibact ha voluto mettere in campo con la riforma, prevedendo le sovrintendenze uniche a base territoriale per poter consentire una tutela non più solo difensiva e passiva, ma una tutela progettuale, che sappia valorizzare questo territorio e renderlo contemporaneo, com’è giusto che sia. I tratturi e la transumanza possono diventare aspetti non solo d’identità locali ma possono essere anche una delle forme di sviluppo sostenibile per trovare maniere per sviluppare un turismo di qualità, lento, un’economia legata alla produzione delle carni, dei formaggi o della lana. Credo – ha aggiunto Volpe – che la transumanza e la valorizzazione dei tratturi siano uno degli esempi più pregnanti di quello che significa Convenzione di Faro”.

“Il mio mestiere di archeologo mi ha fatto interessare molto al tema della transumanza, chiunque si voglia occupare di trasformazioni del paesaggio non può non confrontarsi con un fenomeno come la transumanza, con tutto quello che significa”, spiega il presidente del Consiglio Superiore dei beni culturali. “Da tempo abbiamo avviato un progetto di archeozoologia per far parlare i diretti protagonisti, le pecore, per capire l’evoluzione che hanno avuto nei secoli. E’ necessario non guardare a questi fenomeni con un approccio nostalgico, ma cercare di trovare le forme per rendere questo fenomeno attuale, coniugandolo con un turismo sostenibile, con un’economia di qualità. Bisogna pensare a forme nuove per rendere compatibile una pratica così antica con il mondo contemporaneo”.

IL LIBRO “CAMMINI DI UOMINI, CAMMINI DI ANIMALI”

La transumanza, che costituisce il principale tema di questo volume, è legata intimamente è indissolubilmente ai percorsi su cui si praticava. E in un territorio che si estende tra le montagne e il mare, attraversando colline e pianure, è naturale la presenza di vie di comunicazione tracciate per legare realtà e centri, diversi per aspetti morfologici, culturali o produttivi. E il tratturo è nato proprio per questo, per unire attraverso la transumanza, rendere agevole il passaggio attraverso spazi differenti che potevano così essere utilizzati al meglio, prevalentemente, ma non solo, per evidenti motivi economici connessi con la pastorizia. Le origini antichissime di queste vie di comunicazione ha segnato inevitabilmente il territorio di almeno tre regioni (Abruzzo, Molise e Puglia), definendo, oltre ai percorsi, anche alcuni luoghi di transito obbligato che, spesso, si sovrapponevano alle vie di pellegrinaggio. E questo potrebbe anche suggerire i motivi di un legame con l’importanza di San Michele per la transumanza, dal momento che il 29 settembre l’8 maggio sono giorni festivi dedicati proprio all’arcangelo e al santuario di Monte Sant’Angelo sul Gargano, sfiorato da alcuni dei principali percorsi tratturali, come il tratturo magno L’Aquila-Foggia, il Celano-Foggia o il Castel di Sangro-Lucera.

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