“Da questa due-giorni è emerso un grande dinamismo oltre alla presenza di tante energie e idee che aspettano solo di essere sostenute e coordinate, che aspettano di essere messe alla prova. L’attuale momento dei beni culturali è pieno di prospettive, di problemi ed errori, ma è anche un momento dinamico e mi auguro che si proceda correggendo gli errori e migliorando ancora”. Lo ha detto Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, nel corso della giornata conclusiva organizzata al Mibact dalla Fondazione Benetton per parlare della “funzione educativa del patrimonio culturale per la promozione di azioni di cittadinanza attiva e coesione sociale”. Un tema su cui si è incentrato l’intervento di Volpe: “La cultura – ha sottolineato – è partecipazione, non è solo elitaria ed aristocratica, dagli anni ‘50 a oggi c’è stata grande trasformazione”. In quest’ottica, spiega, “la Convenzione di Faro deve essere il faro che indirizza il nostro lavoro: dobbiamo passare da una logica di diritto dei beni culturali a una logica di diritto ai beni culturali”. Anche per quanto riguarda la “rivoluzione” dei musei italiani, spiega, “quello che mi ha colpito maggiormente non sono i numeri positivi o l’aumento degli introiti; mi ha colpito che i vari musei ora si integrano sempre più nella vita delle città e sono sempre più inclusivi. Quando pensiamo a un museo che si sforza di attrarre anche pezzi di una nuova società – come nel caso del Museo Egizio di Torino – penso sia fondamentale”. Il patrimonio culturale, ha concluso Volpe, “non può essere un ambito per pochi eletti e per una piccola élite”.

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