La cultura può rappresentare per l’Italia un elemento di sviluppo non solo economico ma anche di diritti e di cittadinanza attiva. Mentre il turismo, se sostenibile, può essere un traino per la ripresa etica ed economica del nostro Paese. È quanto scrive nel programma, la lista unitaria Liberi e Uguali guidata da Pietro Grasso e composta da Mdp, Si e Possibile, in vista delle prossime elezioni politiche fissate per il 4 marzo. “Con la cultura si mangia, si vive, si lavora: nutrendo il corpo e la mente. Sviluppando diritti e cittadinanza attiva. L’Italia è cultura, il made in Italy è cultura, la nostra storia e tradizioni sono cultura, la nostra quotidianità è cultura e il sistema produttivo culturale e creativo occupa il 6% del totale dei lavoratori. Per questo una valorizzazione moderna che tuteli pienamente e insieme promuova è la sfida che ci pone il nostro tempo”, si legge nel programma di LeU che esorta, appunto, a ritrovare una strategie ormai persa. Questa strategia riguarda “le biblioteche che devono tornare ad essere centri di aggregazione e scoperta; il sistema dei musei che si devono riempire di narrazione e visitatori; il patrimonio artistico e archeologico la cui gestione faccia tesoro delle migliori iniziative che vengono dalla società introducendo pratiche di co-gestione che coinvolgano le comunità locali, che tendano a socializzare i benefici e a creare valore condiviso”.

IL PERCORSO DI VALORIZZAZIONE DEVE ESTENDERSI ANCHE ALLE PERIFERIE

Il percorso di valorizzazione, prosegue il programma di LeU deve poi estendersi “alle periferie – anche grazie ad esperienze di cittadinanza attiva ed autorganizzata – alle zone degradate e alle aree interne del nostro Paese anche per nutrire un turismo di qualità che soprattutto nel Sud Italia può rappresentare una formidabile risorsa di sviluppo sostenibile capace di iniziare a colmare il gap con il resto del Paese. Occorre avviare un processo serio per il riconoscimento delle professioni culturali e interventi per garantire la qualità e stabilità del lavoro – si legge -. Troppe sacche di precariato e di sfruttamento. Va regolamento anche il volontariato culturale che non deve essere sostitutivo del lavoro. Lo stesso va detto anche dell’uso del servizio civile con fondi statali, che a volte rischia di apparire sostitutivo rispetto a vuoti in organico”.

IL TURISMO E’ LA PIU’ SOSTENIBILE DELLE NOSTRE INDUSTRIE

Discorso simile anche per il turismo. Secondo Liberi e Uguali questo settore “è molto di più di una semplice attività economica che vale, con l’indotto, il 10% del Pil italiano. Il turismo di qualità è la più sostenibile delle nostre industrie nazionali perché si fonda sul rispetto del territorio e dei suoi equilibri ambientali, culturali e sociali. È un potente stimolo per la riqualificazione. È valorizzazione della nostra straordinaria biodiversità culturale, artistica, paesaggistica, architettonica, enogastronomica, agricola, artigianale. È offerta del nostro patrimonio diffuso dove ogni angolo e ogni persona può e deve essere fiero della bellezza autentica da cui è circondato diventandone il primo difensore”. Non solo. È anche “terreno fertile per sperimentazione, innovazione tecnologica e imprenditorialità giovanile. È narrazione che produce benessere e restituisce conoscenza, coscienza ed infine consapevolezza del proprio valore. È la visione di un Paese che prende in mano il suo destino investendo su ciò che di più prezioso possiede e che una parte del mondo vorrebbe condividere: la propria identità”.

Si tratta in sostanza, evidenzia il partito di Grasso, “di un settore in forte e costante crescita che va governato con cura perché impattante sulla qualità della vita quotidiana degli abitanti e sulla fragilità del nostro territorio nelle località di maggiore afflusso, così come vanno monitorati gli effetti della sharing economy per evitare che i benefici vengano annullati da abusi e concorrenza sleale”. “Il turismo sostenibile deve realmente essere un traino per la ripresa etica oltre che economica del nostro Paese colmando la distanza del sottosviluppo tra aree geografiche e condizioni sociali. E rappresenta con evidenza – conclude il programma di LeU – le grandi potenzialità ancora inespresse della nostra terra che deve solo decidere di investire sul proprio futuro”.

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