Palermo Gentiloni2La cultura è “il tesoro su cui molte delle nostre città possono contare e su cui dobbiamo investire considerandolo una straordinaria fonte di crescita e di ricchezza”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni intervenendo alla cerimonia di inaugurazione del 2018 anno di Palermo capitale italiana della cultura. “Il 17% della ricchezza prodotta in questo Paese – ha aggiunto il premier – fa parte della filiera culturale e turistica allargata. Sono cifre che ci fanno pensare quanto sia fondamentale conservare e far crescere questo patrimonio”. Una considerazione che dà l’occasione a Gentiloni per ringraziare il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: “Abbiamo alle spalle una stagione di buoni risultati. voglio dare atto del lavoro straordinario fatto da Franceschini in questi anni”. Ora, ha detto ancora, “dobbiamo proseguire questa buona stagione, perché se l’Italia non è in grado di valorizzare questo straordinario tesoro, non è l’Italia. Il lavoro di questi anni ci aiuta a muoverci in un clima favorevole verso la cultura con l’idea per cui investire in questo settore crea tante occasioni di sviluppo”. La cultura “non è la cenerentola”.

IL RUOLO DI PALERMO NELLA STORIA

Gentiloni ha ricordato il ruolo da protagonista di Palermo nel panorama mediterraneo e internazionale nel corso della storia. Siamo di fronte, ha detto, a “una città che ha sofferto e che non ha del tutto superato le difficoltà sociali ed è stata costretta a convivere con stereotipi a livello italiano e internazionale. Ma è una città che sta cambiando che va verso il futuro. Dobbiamo dire grazie a Palermo da parte dei tutti gli italiani che sono orgogliosi di questa città. Questo sentimento di rinascita fa bene all’Italia intera e dobbiamo approfittare di questa occasione che ci viene dalla Capitale italiana della cultura per investire su questo sentimento”. Da sempre Palermo è una città che “sa stare al mondo, cioè che ha la capacità di non rinnegare le proprie radici, anzi. Ma al tempo stesso bisogna sapere che queste radici vanno di pari passo con l’apertura, gli scambi, il dialogo con il resto del mondo”.

IL SOFT POWER DELLE CITTÀ ITALIANE

Questo, le città italiane, lo fanno da secoli. “Le città italiane esercitano il soft power da un millennio più o meno. Guai a perdere le nostre radici, guai a immaginare che in un mondo cosmopolita e digitale si possa rinunciare alle nostre origini e alla nostra storia. O che le nostre radici possano essere usate per chiuderci, per alzare dei muri. Anche questa è la lezione di Palermo e della sua storia”. Questa storia di successo “non è solo una storia palermitana. È una storia che fa onore all’intera Sicilia”. Una Sicilia che rinasce “cercando di far fronte ai propri problemi e alle proprie difficoltà. Siamo qui – ha proseguito Gentiloni – per dire che questo è un modo per rispondere alle difficoltà e per rilanciare questa città e la Sicilia. Se non lo facciamo investendo nelle nostre risorse, nelle nostre città in quale altro modo possiamo rilanciare questa straordinaria città e tutta l’isola?”.

PALERMO-MATERA

Nel 2019 Matera sarà capitale europea della cultura. “Credo che il passaggio del testimone che ci sarà tra Palermo e Matera è carico di simboli”. Matera “è una storia di povertà. Nell’antichità era descritta ed era come uno dei luoghi più drammatici per la povertà e le disuguaglianze”. Tuttavia, “col passare dei decenni la sua realtà è diventata invece una ricchezza internazionale. E’ un modo per dire che la speranza di rinascita può e deve investire l’intero Mezzogiorno d’Italia. Anche in Sicilia ci sono dati incoraggianti sull’export e sull’economia. Oggi ci sono le migliori condizioni degli ultimi anni per investire nel Mezzogiorno”.

LA BIBLIOTECA DI STUDI ISLAMICI

Infine, ha annunciato il premier, “si farà qui la più importante biblioteca di studi islamici di questa parte di Europa intitolata a Giorgio La Pira. Nel prossimo Cipe ci sarà uno stanziamento su questo da parte del Mibact. È un segno di quel dialogo di cui abbiamo bisogno. Il Mediterraneo non è mai stato come in questo momento il luogo in cui l’ordine garantito da superpotenze sembra traballare, ma contemporaneamente il Mediterraneo è anche una zona assolutamente fondamentale per il nostro destino. Quando arriveremo a stabilire quel minimo di convivenza e di riconoscimento reciproco tra fedi religiose, di confini e realtà diverse? Ci dobbiamo arrivare anche attraverso il dialogo e la cultura, oltre che con la diplomazia e la politica. L’Italia e la Sicilia sono in prima linea. Palermo può dare un contributo straordinario fondandosi sulla propria storia, sulla propria cultura e sulla propria geografia”.

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