Obbligo di comunicazione dei flussi turistici, per finalità statistiche, da parte dei titolari o gestori delle strutture ricettive e dei proprietari o usufruttuari in caso di locazione turistica. È una delle modifiche apportate al “Testo unico del sistema turistico regionale della Toscana”, contenuta in una proposta di legge assegnata all’esame della seconda Commissione del Consiglio regionale. Si tratta di una disposizione, quella relativa alle comunicazioni dei flussi, che viene introdotta ex novo. Su altri aspetti, invece, l’intervento legislativo proposto dalla Giunta regionale apporta delle modifiche.

Ad esempio quella dell’articolo 70 del Testo unico, relativo alle “Locazioni turistiche”, che viene interamente riscritto, a seguito del ricorso promosso, il 27 febbraio 2017, dal Presidente del Consiglio dei Ministri davanti alla Corte Costituzionale per la dichiarazione di illegittimità costituzionale.

LE LOCAZIONI TURISTICHE

La modifica prevede che possano essere gestite in forma indiretta tramite agenzie immobiliari e società di gestione immobiliare turistica.
I proprietari e gli usufruttuari che concedono in locazione alloggi per finalità turistiche comunicano al comune dove gli alloggi sono situati l’eventuale forma imprenditoriale di esercizio dell’attività e le informazioni relative all’attività svolta, utili a fini statistici, definite con deliberazione della Giunta regionale, previo parere della commissione consiliare competente.
Gli alloggi locati per finalità turistiche devono possedere:
a) i requisiti strutturali e igienico-sanitari previsti per le case di civile abitazione; b) le condizioni di sicurezza e salubrità degli edifici e degli impianti negli stessi installati ai sensi della normativa vigente.
La legge presentata dalla Giunta specifica che chi dà in locazione alloggi per finalità turistiche è soggetto all’applicazione delle seguenti sanzioni amministrative: a) nel caso in cui vengono forniti i servizi accessori o complementari propri delle strutture ricettive, alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 a euro 6.000,00; b) nel caso di incompleta o omessa comunicazione di cui al comma 3, alla sanzione amministrativa pecuniaria da 250 euro a 1.500 euro.

LE GUIDE AMBIENTALI

Viene riformulato anche l’articolo relativo alle “guide ambientali”.
“È guida ambientale – si legge – chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi assicurando la necessaria assistenza tecnica, nella visita di ambienti naturali, anche antropizzati, di musei eco-ambientali, allo scopo di illustrarne gli elementi, le caratteristiche, i rapporti ecologici, il legame con la storia e le tradizioni culturali, le attrattive paesaggistiche, e di fornire, inoltre, elementi di educazione ambientale”. Sono esclusi i percorsi che richiedono comunque l’uso di attrezzature e di tecniche alpinistiche. Le guide ambientali, secondo la nuova legge, collaborano: a) con la Regione, gli enti locali e gli enti parco regionali, per la difesa e la tutela degli ambienti naturali, in special modo per il mantenimento della rete escursionistica della Toscana di cui alla legge regionale 20 marzo 1998, n. 17 (Rete escursionistica della Toscana e disciplina delle attività escursionistiche); b) con le istituzioni scolastiche, per affiancare il corpo insegnante nelle iniziative e nei programmi di educazione ambientale.
Le guide dovranno avere uno tra i seguenti requisiti:
– diploma di scuola secondaria di secondo grado, tra quelli indicati nel regolamento, frequenza dei corsi di qualificazione professionale e superamento di un esame riconosciuto dalla Regione;
– un titolo di studio universitario, tra quelli indicati nel regolamento, e superamento dell’esame;
– abilitazione alla professione di accompagnatore di media montagna;
Dovranno avere “idoneità psico-fisica all’esercizio della professione attestata da certificato rilasciato dall’azienda sanitaria locale del comune di residenza” e “assenza di condanne con sentenza passata in giudicato che comportino l’interdizione, anche temporanea, dall’esercizio della professione, salvo che sia intervenuta la riabilitazione o che siano decorsi cinque anni dal giorno in cui la pena è stata scontata o che, con sentenza passata in giudicato, sia stata concessa la sospensione condizionale della pena”.
Per l’esercizio della professione, si legge nel provvedimento, è inoltre necessario che sia stato assolto l’obbligo della stipulazione di una polizza assicurativa di responsabilità civile a copertura dei rischi derivanti alle persone dalla partecipazione alle visite, con massimale non inferiore a quello stabilito con deliberazione della Giunta regionale.

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