“Mi fa molto piacere la firma di questo atto, sono orgoglioso perché siamo il primo ministero a firmare un atto di questo tipo”. Lo ha detto il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, nel corso della cerimonia di firma del protocollo d’intesa relativo alle misure volte a prevenire, ricercare e contrastare le violazioni a danno delle risorse statali e dell’Unione europea connesse agli interventi di sostegno e di finanziamento di competenza del Mibact. Presenti oltre a Franceschini, il Sottosegretario di Stato, Sandro Gozi, il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi e il Presidente dell’ANAC, Raffaele Cantone.

Il Parlamento, ha ricordato il numero uno del Collegio romano, “ha moltiplicato le risorse per beni culturali, passando dai 40 milioni degli scorsi anni agli oltre 3 miliardi di questa legislatura, e arriveremo a 3,5 miliardi prima dell’insediamento delle prossimo Camere”. Per quanto riguarda il caso Pompei, ha sottolineato il ministro, “è un orgoglio nazionale poter dire che mentre siamo partiti con la diffidenza sull’utilizzo degli oltre 150 milioni di fondi europei, ora abbiamo invece introdotto strumenti di controllo di legalità di quegli appalti tanto che il commissario Europeo ha dichiarato che Pompei è un esempio di utilizzo dei fondi europei. Il protocollo va in questa direzione, ci permette di aumentare la credibilità, già cresciuta, negli ambienti europei”.

Il sottosegretario Gozi ha sottolineato “l’ottima” cooperazione svolta in questi anni in materia di lotta alle frodi. “Questo Protocollo – ha spiegato – è l’inizio di una collaborazione più stretta e anche il punto di arrivo di una collaborazione che ha portato già buoni risultati. Dobbiamo essere orgogliosi perché il gioco di squadra fa vincere: nel 2014 l’Italia era maglia nera per frodi comunitarie, oggi siamo maglia rosa nella lotta contro le frodi ai fondi europei, siamo diventati un modello da seguire e diversi paesi sono venuti a Roma per imparare come si prevengono meglio le frodi. Sono particolarmente soddisfatto di questo protocollo, questa è l’Italia che sa vincere in Europa e di cui dobbiamo essere soddisfatti”.

Il presidente dell’Anac Raffaele Cantone ha detto di essere “orgoglioso” di far parte di questo protocollo e ha offerto una “grande disponibilità” nella gestione delle procedure amministrative. “Con la Guardia di Finanza – ha aggiunto – lavoriamo quotidianamente sugli appalti pubblici. L’utilizzo corretto dei fondi europei rappresenta una novità degli ultimi anni” in Italia. Ora “si tratta di mettere in campo una serie di misure preventive. Forniremo anche una vigilanza collaborativa come è successo nel caso di Pompei”. La ‘vigilanza collaborativa’ è nata a Milano con Expo e rappresenta una sorta di accompagnamento amministrativo che l’Anac fornisce alle pubbliche amministrazioni, appunto, in via preventiva al fine di evitare errori nel perfezionamento di bandi e contratti. Questo protocollo, ha infine concluso, “è un’esperienza che giudichiamo positiva”.

Per il generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi “le cospicue risorse pubbliche messe in campo sono esposte a possibilità di frode”. Per questo motivo “il protocollo mette a sistema una cornice collaborativa volta a migliorare l’azione di contrasto ai fenomeni illeciti”. Con l’intesa quindi “si migliora il controllo sulle forme degli incentivi”. La Gdf “attraverso l’accesso al patrimonio informativo del Mibact fornirà il proprio apporto con la finalità di assicurare il corretto utilizzo delle risorse pubbliche”.

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