In seguito alla designazione del 2018 quale Anno europeo del patrimonio culturale da parte dell’Ue, Comece (Commission of the Bishops’ Conferences of the European Community), ha organizzato a Bruxelles la conferenza “Promuovere il patrimonio cristiano dell’Europa”. L’Anno europeo del patrimonio culturale è infatti un’iniziativa molto positiva per l’Europa e potrebbe rappresentare un’opportunità per la Chiesa di valorizzare il suo patrimonio e garantire una migliore visibilità e una maggiore accessibilità al patrimonio religioso per il pubblico. In un periodo di divisione e incertezza all’interno dell’Unione europea, l’Anno europeo del patrimonio culturale potrebbe quindi rafforzare il senso di comunità tra le nazioni e i popoli europei.

La conferenza ha riunito oratori di alto livello, tra cui Tibor Navracsics, Commissario europeo per l’istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport, S. E. Mons. Paul Tighe, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, il Segretario generale del Comece, Olivier Poquillon, e il Nunzio apostolico presso l’Unione europea, Alain Lebeaupin.

L’arte, ha spiegato monsignor Tighe, “può prendere qualcosa di locale e renderlo universale. Natura, bellezza e arte parlano a noi perché la creazione è responsabilità di Dio”, ha aggiunto. Per il commissario Navracics è necessario “valorizzare il nostro patrimonio immateriale tanto quanto quello materiale. E all’interno della vasta gamma di componenti del nostro patrimonio europeo, spicca senza dubbio quello religioso. Il patrimonio religioso rappresenta di gran lunga la più grande categoria singola del patrimonio culturale europeo”.

“La nostra eredità religiosa – ha proseguito – riflette la profonda influenza che la religione ha avuto nel plasmare il nostro continente. Chi può negare che il cristianesimo sia uno dei pilastri più evidenti della nostra cultura, se non il più visibile? La nostra eredità cristiana risuona nei nostri nomi, nelle nostre vacanze religiose, nell’architettura di quasi tutti i villaggi europei, nella nostra musica, nelle nostre lingue. Chiese definiscono i paesaggi europei dalla Finlandia all’Andalusia e da Galway a Cracovia. I nostri pellegrinaggi come il Cammino di Santiago collegano migliaia di città, villaggi e regioni. E i nostri valori sanciti dall’articolo 2 del Trattato si ispirano ai valori cristiani”.

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