Manifesto Cae Elezioni 2018Aumentare la quota di bilancio pubblico nazionale dedicata alla cultura fino a raggiungere lo 0,6% nel triennio 2018-2020, dall’attuale 0,3%. Lo chiedono a tutti i candidati alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 le organizzazioni che aderiscono al network europeo Culture Action Europe, insieme a più di 150 altre realtà in tutta Europa. Si tratta, in particolare, Acume, Arci, CoopCulture, Eccom, Fabbrica Europa, Federculture, Fondazione Fitzcarraldo, Melting Pro, Pav, Teatro Dell’argine. Tutte organizzazioni impegnate da anni “nella pratica delle arti e della cultura come dimensione essenziale del benessere, dello sviluppo e della coesione sociale, per la nostra generazione e per quelle che verranno, nel nostro Paese, nello spazio Europeo e Mediterraneo, guardando al futuro con una prospettiva globale”. La prima politica a sottoscrivere il manifesto è stata Silvia Costa, eurodeputata ed ex presidente della Commissione Cultura al Parlamento Europeo e ora capogruppo PD/S&D nella stessa commissione, che, su Facebook, ha scritto di “aderire all’iniziativa di #cultureactioneurope”.

Tutte loro credono che “che la cultura debba stare al cuore del dibattito e delle decisioni pubbliche”. Inoltre che “l’Europa possa essere la culla di una nuova società, sostenibile e democratica, fondata sulla pace, il rispetto della diversità culturale e il dialogo” e vogliono “essere presenti in Europa e fare sentire insieme le nostre voci dove e quando si prendono decisioni che hanno impatto sul nostro modo di vivere”.

LA CONVENZIONE DI FARO

L’obiettivo di questa iniziativa è dare piena attuazione alla Costituzione italiana e all’Articolo 27.1 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: “Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici”. Anche a questo fine, spiegano i firmatari dell’appello, è “indispensabile approvare, all’avvio dei lavori parlamentari, la legge che rende operativa anche nel nostro Paese la Convenzione di Faro, firmata nell’ormai lontano 2013, tassello fondamentale per il rafforzamento del legame tra partecipazione civica e patrimonio culturale”.

I TRE OBIETTIVI IN VISTA DELLE ELEZIONI

Gli aderenti al Culture Action Europe pongono tre priorità ai candidati alle elezioni politiche previste per il 4 marzo prossimo: accessibilità, crescita e presidi culturali. Per realizzare gli interventi indicati, è necessario – secondo i firmatari del manifesto – potenziare “gli enti e gli uffici pubblici, a livello centrale e periferico, e favorire forme di partenariato pubblico-privato così come previsto dal Codice dei contratti pubblici, con particolare attenzione alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale diffuso”.

Pertanto i candidati alle elezioni politiche di marzo devono sottoscrivere il manifesto e, qualora eletti, impegnarsi ad attuare politiche segnalate al fine di:

  • Favorire l’accessibilità alle risorse culturali materiali, immateriali e digitali.
  • Promuovere interventi e favorire le condizioni per la crescita di competenze, potenzialità professionali e opportunità imprenditoriali.
  • Garantire nei comuni fino ai 10.000 abitanti (l’85% dei comuni italiani in cui risiedono oltre 18 milioni di persone) almeno un “presidio culturale” aperto 5 giorni la settimana per un minimo di 25 ore settimanali e, con specifico riferimento alla strategia nazionale aree interne, la configurazione della rete dei “presidi culturali” in tutti i comuni coinvolti.

Approfondimenti:

Il testo del manifesto e le modalità di adesione

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