programma Pd culturaRigenerazione culturale, messa in sicurezza del patrimonio, rafforzamento dell’art Bonus e un paesaggio sostenibile. E ancora: un piano cultura 4.0 per le imprese culturali e creative, una legge sul libro, digitalizzazione e catalogazione del patrimonio italiano, stabilizzazione della 18App e, infine, l’Erasmus della cultura. Sono i punti essenziali del programma elettorale in tema di cultura del Partito democratico in vista delle elezioni politiche del 4 marzo prossimo. Presentato oggi da Matteo Renzi a Bologna il programma elettorale dei democratici dedica 7 delle 40 pagine totali alla cultura, alla scuola e all’università. Una sezione che si apre dando uno spazio di rilievo nelle prime righe alle “imprese culturali e creative, che hanno beneficiato dell’introduzione degli incentivi fiscali per il loro sviluppo”. Ma anche al cinema e agli spettacoli dal vivo, “anch’essi protagonisti di un grande rilancio. Cultura è design – si legge -, è moda, è cibo, è capacità di progettare e di applicare la nostra arte ai canoni della produzione e alle esigenze dell’impresa”. Un approccio nuovo, certo. Soprattutto perché quando “in Italia si parla di cultura il pensiero corre subito al patrimonio storico, artistico, architettonico e museale di cui il nostro Paese è straordinariamente ricco”. Ma se è vero questo, è altrettanto vero “che cultura non vuol dire soltanto passato”.

RIGENERARE I TERRITORI E LE CITTÀ ATTRAVERSO LA CULTURA

Per il Partito democratico occorre quindi rafforzare “il senso di appartenenza identitaria, attivare le città nella creazione di valore economico e sociale attraverso la cultura e la creatività, aumentare ulteriormente la visibilità, il racconto e la reputazione del nostro patrimonio, tutto, non solo quello più noto”. Ecco allora quattro basi su cui lavorare.

  • Rigenerazione culturale: piano di rigenerazione delle aree dismesse, sottoutilizzate, periferiche, segnalate da enti locali, reti locali di operatori, artisti o semplici cittadini, sul modello del progetto Bellezza@. Tutti potranno segnalare, utilizzando anche una mail, luoghi pubblici e spazi da ristrutturare, recuperare o reinventare: un fondo strutturale sarà destinato alla realizzazione di questi progetti.
  • Un patrimonio al sicuro: messa in sicurezza del patrimonio culturale oltre l’emergenza, perché la fragilità intrinseca del nostro Paese riguarda tantissimi comuni italiani e ricade inesorabilmente sui beni culturali. Vogliamo istituire un fondo “Patrimonio al sicuro” per piccoli interventi di messa in sicurezza dei beni culturali in aree ad alto rischio sismico.
    Verso un nuovo mecenatismo culturale: vogliamo promuovere la tutela e la valorizzazione dei beni culturali sul territorio, potenziando ArtBonus con nuovi meccanismi di raccolta fondi, incentivando e semplificando micro-donazioni di cittadini e turisti grazie all’uso di nuove tecnologie.
  • Per un paesaggio più sostenibile: ci impegniamo a completare la pianificazione paesaggistica del Paese, approvando e aggiornando entro la fine della prossima legislatura, insieme con le regioni, tutti i piani per assicurare la tutela e la valorizzazione sostenibile del paesaggio. Vogliamo dare più attenzione alle periferie urbane e alle nuove forme di arte e architettura contemporanee, proseguendo l’attuazione delle misure straordinarie avviate nel 2015.

LA CULTURA È PRODUZIONE, NON SOLO TUTELA

Sostenere il lavoro creativo ad alto valore aggiunto vuol dire, spiegano dal Pd, “coniugare al futuro il nostro patrimonio, generare un ambiente fertile all’innovazione, dare impulso a nuovi modelli imprenditoriali, aumentando l’occupazione e favorendo l’accesso al lavoro nel settore culturale”.

  • Sostegno alla produzione e alla tutela contemporanea: proponiamo un Piano cultura 4.0 per le imprese culturali e creative che investono in innovazione tecnologica, con particolare attenzione alle aree ad alto tasso di abbandono scolastico e al Mezzogiorno.
  • Per il libro: promuoveremo una nuova legge sull’editoria, come abbiamo fatto con cinema e spettacolo, con misure di sostegno per tutte le filiere del libro.
  • Strategia integrata per la lettura e il ragionamento logico matematico: potenziare queste competenze attraverso tutte le azioni possibili, interventi disciplinari e interdisciplinari, sia di tipo tradizionale che innovativo (sostenendo la rete delle biblioteche scolastiche in sinergia con il Mibact e approvando una legge sulla promozione della lettura e della scrittura).
  • Per un nuovo spettacolo: proponiamo incentivi premiali per le eccellenze nel teatro, nella lirica, nella musica e nella danza.
  • Piano nazionale per la cultura digitale: un piano organico, sul modello del piano nazionale Scuola digitale, per mettere a leva tutte le potenzialità del digitale applicate alla cultura. In particolare, proponiamo di istituire un fondo unico che raccolga tutti i finanziamenti già esistenti per completare la digitalizzazione e catalogazione del patrimonio culturale italiano; di introdurre la formazione al digitale obbligatoria, permanente e strutturale degli operatori; di potenziare le infrastrutture (banda larga in tutti i musei, archivi, biblioteche e altri luoghi della cultura pubblici entro il 2023).
  • 18App: vogliamo rendere strutturale il bonus cultura per i neo-diciottenni.
  • Erasmus della cultura: vogliamo che l’Italia sia capofila nella strutturazione di una rete dei luoghi del sapere (teatri, cinema, musei, siti archeologici, biblioteche) che ospitino scambi per giovani studenti in alternanza, universitari o tirocinanti in ambito culturale.

LE SFIDA DEL TURISMO DIGITALE E DIFFUSO

Oltre il 70% dei turisti italiani e quasi il 90% dei turisti stranieri che vengono nel nostro Paese utilizza il web per pianificare l’itinerario e decidere dove alloggiare e più della metà degli stranieri prenota online anche gran parte delle attività di visita e svago. È per questo, secondo il Pd, che l’intera filiera deve sviluppare competenze e sistemi che permettano la promozione digitale dei propri prodotti. “Le priorità sono la destagionalizzazione dei flussi, l’aggiornamento delle procedure di prenotazione e l’offerta di itinerari che coinvolgano le destinazioni minori per allungare il soggiorno medio, distribuendo il beneficio economico a tutti”. Il patrimonio alberghiero “è troppo spesso obsoleto, orientato alla fascia bassa del mercato e talvolta gestito con competenze limitate. Per questo, obiettivo della prossima legislatura – conclude il Partito democratico – sarà quello di incentivare la riqualificazione e ristrutturazione degli immobili alberghieri, attraverso agevolazioni come l’iperammortamento del Piano Impresa 4.0”.

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