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Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha approvato il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza 2018-2020, vista l’esigenza di aggiornare il documento adottato lo scorso maggio. La necessità di integrazione del precedente Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione – si specifica nella premessa al documento – nasce soprattutto dalla riorganizzazione degli apparati amministrativi del Ministero che, “se da una parte ha semplificato e reso più efficiente il processo di tutela del patrimonio culture, ha reso indispensabile una nuova ricognizione ed analisi” delle aree e dei procedimenti a rischio corruzione. In questo contesto, ruolo chiave è stato esercitato dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Mibact – nella persona di Carla Di Francesco, nominata lo scorso ottobre – che ha provveduto all’elaborazione del quinto Piano triennale di prevenzione della corruzione del Mibact, contenente un’apposita sezione relativa agli aggiornamenti del Programma Triennale Trasparenza e Integrità.

Obiettivo strategico per il 2018 e per il triennio 2018-2020 assegnato al Segretariato generale del Mibact è l’”adozione delle misure previste dal Piano triennale per la prevenzione della corruzione assicurando la promozione di maggiori livelli di trasparenza – attività finalizzate alla realizzazione di sistemi che assicurino la trasparenza, il controllo e il monitoraggio dei procedimenti”. Concretamente, alcuni centri di responsabilità, tra cui la DG Bilancio, la DG Organizzazione e la DG Archeologia, belle arti e paesaggio, predisporranno modifiche procedimentali per ottimizzare i procedimenti volti alla dichiarazione di interesse culturale.

Il fine sarà il raggiungimento degli obiettivi assegnati ai dirigenti sui quali l’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) procederà alla misurazione e valutazione della performance organizzativa e individuale. La DG Organizzazione svilupperà la parte informatica ai fini della realizzazione di un sistema informatico che sarà esteso a tutti gli uffici esportazione. Anche gli istituti e musei dotati di autonomia speciale di livello dirigenziale generale e non generale hanno assegnati, tra gli obiettivi, l’adozione delle misure previste dal Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Corruzione. Il Piano è destinato a dipendenti e collaboratori che operano all’interno del Ministero e viene reso pubblico per tutti i soggetti portatori di interesse, interni ed esterni allo stesso.

CARATTERISTICHE DEL PIANO

In premessa al documento, viene ricordato che l’adozione del Piano è diretta emanazione dell’applicazione delle regole definite all’interno del decreto legislativo 97/2016, atto con il quale si è proceduto alla revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza. Il Piano Nazionale Anticorruzione 2016 viene adottato, all’interno del documento predisposto dal Mibact, quale atto di indirizzo generale. Esso ha comportato un significativo sviluppo delle attività di prevenzione della corruzione, di trasparenza ed integrità andando a modificare l’apporto organizzativo richiesto alle Amministrazioni. In particolare, a seguito della sua adozione, è stato “rafforzato il valore di principio che caratterizza l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni e i rapporti con i cittadini”. È stato inoltre introdotto il Freedom Information Act (FOIA) che dà la possibilità ai cittadini di conoscere dati e documenti in possesso della pubblica amministrazione, anche senza un interesse diretto, e il nuovo istituto di accesso civico generalizzato agli atti e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni. Il Programma triennale della trasparenza e integrità è stato unificato con il Piano anticorruzione.

Il Piano rimane, quindi, strettamente correlato con tutti gli altri strumenti di programmazione presenti nell’amministrazione e con gli strumenti vigenti nell’Amministrazione per il controllo, con il Piano della performance, la Relazione sulla performance e il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità.

Nello specifico, con il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza 2018-2020 si è provveduto a mappare le aree e i procedimenti a tutte le strutture centrali e periferiche dell’Amministrazione per redigere schemi aggiornati di eventi rischiosi, si è approfondita l’analisi delle misure di prevenzione del rischio di corruzione già in atto, si sono date indicazioni su ulteriori misure di prevenzione del rischio di corruzione determinando la tempistica di attuazione delle misure stesse. Vengono individuati i responsabili dell’applicazione delle misure oltre che i principi che regolano la misura preventiva della rotazione del personale rispetto al quale parte integrante del programma anticorruzione è la sensibilizzazione dei dipendenti attraverso progetti di formazione continua. Sono stati inoltre intensificati e resi più efficaci il monitoraggio e il controllo, con due monitoraggi semestrali al 31 maggio e al 30 novembre.

BUONE PRATICHE: IL GRANDE PROGETTO POMPEI

Il Ministero procederà ad estendere il modello relativo al “Protocollo di legalità” sviluppato nell’ambito del “Grande Progetto Pompei” a quelle strutture che svolgono la funzione di stazioni appaltanti e gestiscono lavori per importi considerevoli. Questo in quanto una delle maggiori aree a rischio è da ritenersi quella connessa alle procedure relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al Codice dei contratti pubblici.

Il Protocollo, sottoscritto il 5 aprile 2012, è stato promosso, con l’Intesa Interistituzionale denominata “Progetto Pompei” del 20 gennaio 2012, dai Ministri dell’Interno, per i Beni e le Attività culturali, per la Coesione territoriale, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (ora ANAC). Esso è diretto ad assicurare che il piano di interventi previsti nel progetto venga realizzato ponendo in essere tutte le misure necessarie ed idonee a prevenire e contrastare tentativi di infiltrazione della criminalità. Il Protocollo ha inoltre permesso di sviluppare un sistema informatico che consente una verifica più stringente dei requisiti di moralità e di antimafia degli operatori economici coinvolti e un costante monitoraggio del cantiere e dell’esecuzione dei lavori.

Obiettivo è quello di spingere verso una più intensa e costante collaborazione tra i soggetti coinvolti e una efficace rete di monitoraggio dei flussi finanziari derivanti dagli appalti pubblici e di servizi e forniture oltre che la tracciabilità dei flussi finanziari connessi alla realizzazione delle opere previste.

Approfondimenti:

Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza 2018-2020: http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/feed/pdf/D.M.%2031%20GENNAIO%202017%20REP.%2075-imported-75826.pdf 

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