Civita di BagnoregioÈ stato presentato questa mattina a Roma il percorso a sostegno dell’iter per la candidatura di Civita di Bagnoregio a Patrimonio Unesco. Presenti, tra gli altri, il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, il sindaco Francesco Bigiotti, il geologo Claudio Margottini, il sociologo Paolo Crepet e lo scrittore Marco Lodoli.

“È un progetto difficile che stiamo portando avanti con il comune di Civita, chiamando i migliori esperti e professionisti per preparare un dossier che ovviamente si prefigura come un dossier unico al mondo, perché Civita e la valle dei Calanchi sono un patrimonio unico al mondo”, ha sottolineato Zingaretti. “Mi verrebbe da dire che è strano che non ci ha mai pensato nessuno prima. Credo che sia una sfida che veramente possiamo affrontare con grande ottimismo”.

“Questa scelta della candidatura Unesco di Civita, suggerita da Crepet, già ci ha insegnato qualcosa: la bellezza è anche un valore aggiunto, e non è banale dirlo. Sviluppo e produzione della ricchezza non sono sempre andati di pari passo con il rispetto del pianeta, quindi la prima lezione che questo impegno culturale ci sta dando è che la valorizzazione della bellezza è un valore aggiunto di cui il nostro paese ha bisogno. Credo che dobbiamo ricostruire l’idea dell’economia della bellezza per riaccendere i motori del paese, allo stesso tempo prestando molto attenzione a non snaturare l’anima e la natura dei luoghi”.

“La storia di questa scelta della candidatura Unesco – ha spiegato il presidente della regione Lazio – ci indica un modo di produrre ricchezza in una zona geografica che è la più alta zona del mondo per concentrazione di beni culturali, archeologici, storici e paesaggistici. Nel mondo non esiste un’area che possa vantare questa ricchezza, passando dal capitello al Maxxi. Questa è una bella storia italiana, che sta ridando fiato a una bella opzione del vivere, e che ha fatto nascere una grande alleanza tra architetti, storici e ragazzi per riscoprire il territorio”.

“L’impatto di Civita è fortissimo, si percepisce subito l’idea che c’è una fragilità, elemento fondante della bellezza. In un’epoca in cui nascondiamo il passare del tempo, questo è il fondamento della ‘città che muore’”, ha aggiunto lo scrittore Lodoli. “L’idea che c’è una bellezza che si sgretola e che è minacciata dalla sua stessa presenza nel mondo, ha una potenza straordinaria. La percezione di un’allegoria così forte arriva immediatamente a qualsiasi ragazzo. La potenza linguistica ed evocativa del Museo delle frane, che chiunque riporta subito alla propria vita, alle proprie frane; il simbolo della bellezza come qualcosa che c’è e non puó essere più, trova la sua massima espressione in Civita, che merita assolutamente di essere patrimonio dell’Unesco”.

Civita, gli ha fatto eco Crepet, “ha bisogno di coraggio, è diversa dagli altri posti e la scelta di limitare il numero di esercizi commerciali è fondamentale. Civita è piccolina e fragile, non possiamo pensare che possa trasformarsi in un luna park e dobbiamo essere vicini a quelle amministrazioni che fanno scelte coraggiose: i nostri figli ci ringrazieranno”.

Nel corso dell’incontro è stato illustrato il percorso per sostenere la candidatura di Civita a patrimonio universale, che consiste nella preparazione di un approfondito dossier di carattere tecnico scientifico sulle caratteristiche del borgo che dovrà poi essere valutato dalla commissione internazionale Unesco. La preparazione del dossier costituisce l’ultima parte del cammino iniziato per la candidatura di Civita in seguito alla risposta data il 23 marzo 2017 dalla rappresentanza permanente dell’Italia presso l’Unesco che ha deciso di iscrivere Civita e il suo paesaggio culturale nella lista propositiva italiana nell’ambito della convenzione sul patrimonio mondiale, prima condizione di un lungo iter verso l’auspicata candidatura.

Nel corso della primavera 2015 il presidente Zingaretti si è fatto promotore dell’appello per la salvezza di Civita che ha ricevuto in breve tempo il sostegno di 151 autorevoli esponenti del mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo, della scienza, delle professioni liberali, dell’Accademia, e al quale hanno aderito sulla piattaforma on-line change.org quasi 40.000 semplici cittadini. L’appello per salvare Civita di Bagnoregio e la valle dei Calanchi è stato firmato tra gli altri da: Giorgio Napolitano, Piero Angela, Ilaria Borletti Buitoni, Massimo Cacciari, Gianni Letta, Ennio Morricone, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Michele Placido, Francesco Totti, Claudio Santamaria, Niccolò Ammaniti, Roberto Bolle, Margherita Buy, Emma Dante, Paola Cortellesi, Paolo Fresu, Massimo Gramellini, Luca Argentero, Nicola Piovani, Paolo Sorrentino, Mario Tozzi.

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