Il ministro dell’Ambiente Galletti e il ministro dei Beni culturali Franceschini hanno firmato il decreto per l’istituzione dell’Ente geopaleontologico di Pietraroja. L’ente è stato istituito in attuazione della legge 388/2000 – la legge finanziaria 2001 – e avrà sede presso il comune di Pietraroja. Finalità dell’ente è la conservazione e valorizzazione del patrimonio geologico, paleontologico, naturalistico e paesaggistico e di sviluppo socio-economico in termini ecosostenibili di siti di rilevante valenza di testimonianza di ricerca scientifica.

In particolare, i siti individuati sono il Passo di S. Crocella, Monte Chiaroscuso, Fontana Petrosa, Pesco Rosito, Fonte Lagno di Ferro, Monte Tre Confini, Monte Mutria, il Palombaro, l’abitato di Pietratoja, Civita di Pietraroja, lato su e lato nord, Le Cavere, Valle Canale, Mastroamici, Monte Cepponeta, Monte La Defenza. L’ubicazione dei siti è riportata nella cartografia ufficiale allegata al decreto e depositata in originale presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio del mare e il Ministero per i beni e le attività culturali ed in copia conforme presso la regione Campania e il consorzio che gestirà l’Ente.

GESTIONE E ORGANIZZAZIONE DELL’ENTE

Sarà un Consorzio a gestire l’Ente nel perseguimento delle proprie finalità e al fine di assicurare l’esercizio coordinato e coerente delle competenze ed azioni di spettanza dei soggetti che vi partecipano. Esso sarà costituito dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Regione Campania, dalla Provincia di Benevento, dal Comune di Pietraroja, dall’Università del Sannio, dall’Università «Federico II» di Napoli e dalle associazioni locali e ambientali interessate. Organi del Consorzio sono il Presidente, scelto tra persone di comprovata capacità professionale, il Consiglio di Amministrazione, l’Assemblea dei consorziati, cui è affidato il governo dell’Ente, e il Collegio dei Revisori.

Fino al momento in cui non si provvederà alla nomina dei componenti degli organi previsti dal decreto e comunque per un periodo non superiore a dodici mesi, si costituisce un Comitato di gestione provvisoria, composto dal Presidente, nominato dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, e da sette componenti, nominati con decreto dello stesso Ministro. Il Comitato provvisorio esercita tutti i poteri di indirizzo, controllo e gestione necessari per il funzionamento dell’Ente.
Al momento di entrata a regime del funzionamento dell’Ente, il Consorzio promuoverà, curerà, coordinerà e parteciperà alle attività di protezione e conservazione degli habitat, del paesaggio culturale e dei valori antropici e di conservazione e valorizzazione in strutture museali del patrimonio geologico, paleontologico, documentale, librario e fotografico di interesse conoscitivo del geosito. Inoltre, esso favorirà e svilupperà attività educative, di formazione e di ricerca, promuovendo un turismo di carattere culturale ed ambientale.

Per il raggiungimento delle finalità elencate, il Consorzio potrà stipulare convenzioni o accordi amministrativi e partecipare o costituire consorzi o società con soggetti pubblici o privati, in particolare con il Parco regionale del Matese.

STATUTO DELL’ENTE

Lo Statuto del Consorzio sarà, insieme ai Regolamenti di amministrazione e di contabilità, adottato dall’Assemblea dei consorziati entro sessanta giorni dalla sua nomina e trasmesso ai Ministeri competenti dell’istituzione dell’Ente. Lo Statuto disciplinerà l’organizzazione e il funzionamento del Consorzio di gestione stabilendo le modalità di nomina, di composizione e rinnovo degli organi consortili, le competenze attribuite ai singoli organi del consorzio, oltre che i casi di scioglimento degli organi consortili e dei commissariamento dei medesimi, e le modalità di partecipazione popolare e le forme di pubblicità degli atti.

ENTRATE DEL CONSORZIO

Faranno parte delle entrate del Consorzio i contributi ordinari e straordinari dell’UE, di enti e organismi internazionali, dello Stato, della Regione Campania, della provincia di Benevento, del comune di Pietraroja e di altri enti pubblici statali e locali. Inoltre, costituiranno entrare del Consorzio lasciti, donazioni, erogazioni liberali, proventi dei diritti di ingresso e di privativa, attività commerciali e promozionali e altre entrate derivanti dai servizi resi.

 

Decreto di istituzione dell’Ente: http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2018-01-29&atto.codiceRedazionale=18A00503&elenco30giorni=true

2 Comments

  1. La meritoria iniziativa del Ministro dell’Ambiente interviene tardivamente a salvaguardare un sito paleontologico di primaria scientifica importanza.
    Svolgendo l’attività di avvocato, esperto in Diritto dei beni culturali, difesi al tempo lo scopritore occasionale del piccolo dinosauro Scipionyx samniticus, conosciuto poi come il piccolo Ciro, Sig. Giovanni Tedesco di San Giovanni Ilarione (VR). Il Sig. Todesco donò l’eccezionale reperto allo Stato e per premio fu sottoposto – su iniziativa della locale Soprintendenza – a processo penale per impossessamento di beni culturali. La sentenza beneventana del 12 gennaio 2004, assolvendo il Sig. Tedesco, riconobbe che “l’odierno imputato è un benemerito della ricerca e della salvaguardia dei beni culturali…Colpevolizzarne la passione di dilettante per aver conservato accuratamente anche reperti trascurabili è operazione che risente di CIECO SCHEMATISMO BUROCRATICO, oltre a risultare inconsistente sotto il profilo giuridico.” Prosegue infine la sentenza: ” Si consenta allo scrivente di osservare che le ENERGIE STOLTAMENTE PROFUSE NEL PERSEGUIRE IL TODESCO SAREBBERO STATE UTILIZZATE IN MANIERA BEN PIU’ PROFICUA SE RIVOLTE A PREVENIRE, LIMITARE, REPRIMERE ABUSI E SCEMPI A PIETRAROJA.”
    L’amministrazione locale infatti aveva realizzato una strada di catrame proprio sul sito paleontologico dove fu trovato Ciro, sottratto ai rullo compressori, ed una recinzione in cemento armato e ferro stile villette abusive da anni ’60.
    Come si vede, l’apporto dei privati può essere essenziale alla promozione della cultura mentre quello dell’amministrazione pubblica può essere deleterio.
    Non è affatto una regola, ma può accadere.
    Il Ministro Galletti ha rimediato dopo molti anni.
    Avv. Massimo Pasquinelli – Rimini

  2. STRALCIO DELLA RELAZIONE DI GIOVANNI TODESCO “COME HO SCOPERTO SCIPIONYX SAMNITICUS A PIETRAROJA” tratto da “Le pietre fossili maestri muti” a cura di Luciano Campanelli Aracne ed. 2015 –

    ….Il 3 Febbraio 1999, su denuncia della Sovrintendenza di Salerno,
    venivo sottoposto a perquisizione domiciliare con il sequestro della
    mia collezione e con la denuncia di furto archeologico. Il 16–03–2000
    arriva il dissequestro di tutta la mia collezione e per sette scagliette
    con frammenti di pesciolini fossili che mia moglie assieme ai bambini
    avevano salvato dalla distruzione, ma per questi dovetti affrontare un
    processo per furto archeologico a Benevento con tutto il disagio che
    questo poteva comportare.
    Dopo quattro anni di viaggi tra Verona e Benevento questo incubo
    finì con formula assolutoria perché il fatto non costituisce reato, anzi,
    tra le osservazioni il giudice ha scritto:
    Come ho scoperto Scipionyx samniticus a Pietraroja 155
    in definitiva, l’odierno imputato é un benemerito della ricerca e salvaguardia
    dei beni culturali: egli và assolto in definitivo. Colpevolizzarne la passione
    di dilettante per aver conservato accuratamente anche reperti trascurabili
    é operazione che risente di cieco schematismo burocratico, oltre risultare
    inesistente sotto il profilo giuridico. Si consente allo scrivente di osservare
    che le energie totalmente profuse per perseguire il Todesco sarebbero state
    usate in maniera più proficua se rivolte a prevenire, limitare e reprimere
    abusi e scempi nel sito di Pietraroja.
    P.Q.M. IL TRIBUNALE
    Visto l’art. 530 c.p.p.
    Assolve Todesco Giovanni del reato ai lui ascritto perché il fatto non
    costituisce reato.
    Della notizia fu data comunicazione alla stampa fig.4 e riportata in un
    libro che ho scritto (8). Il resto della storia immagino che già la conosciate
    (9;10).

Rispondi