Semaforo verde anche da Montecitorio, dopo il via libera della scorsa settimana di palazzo Madama, alle proposte di nomine a componenti del cda dell’Istituto nazionale per il dramma antico (Inda di Siracusa) dell’ingegner Pier Francesco Pinelli, con funzioni di consigliere delegato, e della professoressa Margherita Rubino. La commissione Cultura ha votato parere favorevole all’atto del Mibact con 23 voti favorevoli, 1 contrario e 2 astenuti.

Il Ministro dei beni e delle attività culturali – ha ricordato la relatrice Mara Carocci (Pd) – il 23 gennaio 2018 ha comunicato che, attesa la necessità di provvedere alla costituzione del Consiglio di amministrazione, “è sua intenzione procedere alla nomina dell’Ing. Pier Francesco Pinelli, in qualità di consigliere delegato, in considerazione della sua profonda e qualificata esperienza e competenza professionale e delle comprovate capacità organizzative e gestionali, attestate dai risultati ottenuti in qualità di Commissario straordinario dell’Istituto”. Il Collegio Romano ha inoltre comunicato che è sua intenzione procedere, su designazione del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, anche alla nomina della Prof.ssa Margherita Rubino quale componente del cda, “in considerazione dell’elevato profilo culturale e della competenza nel settore”.

LA COMPOSIZIONE DEL CDA

Il consiglio di amministrazione dell’Inda è nominato con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali ed è composto dal Sindaco di Siracusa, presidente dell’Istituto; da un consigliere designato dal Mibact, con funzioni di consigliere delegato; da un consigliere designato dal Miur; da un consigliere, designato dalla Regione siciliana; da un consigliere, designato dalla provincia di Siracusa; da un consigliere, designato dalla Conferenza unificata; da un consigliere, in rappresentanza di partecipanti privati, qualora questi raggiungano una partecipazione al patrimonio dell’Istituto non inferiore al 15 per cento; tale misura è ridotta al 5 per cento nei casi in cui i partecipanti sono costituiti dai soggetti che già partecipavano all’Istituto. Lo statuto può prevedere un ulteriore componente del consiglio di amministrazione, qualora gli apporti dei partecipanti superino il 25 per cento del patrimonio.

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