La Giunta regionale abruzzese ha approvato negli scorsi giorni il documento di indirizzo strategico della mobilità ciclabile regionale. Lo studio è stato realizzato e coordinato dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Gabriele D’Annunzio Chieti-Pescara, a seguito del protocollo d’intesa siglato nel dicembre 2015. Il titolo della ricerca, “Slow mobility. Linee guida per la progettazione delle reti ciclabili”, intende avviare un processo progettuale finalizzato all’elaborazione di una strategia regionale in tema di mobilità ciclabile. Il documento, infatti, si presenta come un lavoro preparatorio per la redazione del Piano della mobilità ciclistica previsto dall’art. 2 della legge regionale 8/2013. Tra i punti principali dello studio ci sono tra gli altri l’individuazione di dieci “corridoi delle ciclovie” in ambito regionale: ciclovia Adriatica; ciclovia dei Tratturi; ciclovia della Val di Sangro; ciclovia Tiburtina Valeria; ciclovia dell’Alto Vomano e del Gran Sasso d’Italia; ciclovia Salaria-Vibrata; ciclovia transcollinare sub appenninica; ciclovia appeninica; ciclovia delle Rocche e dei Parchi; ciclovia del Salto, della Marsica e dell’Alto Liri. La Giunta, a tal proposito, ha proposto al pool universitario di approfondire l’inserimento di alcuni percorsi di rilevanza strategica per il territorio, come i nuovi reticoli nel tratto interno della provincia di Pescara, tra Scafa, il Parco del Lavino, Rosciano e Cepagatti, e della provincia di Chieti, tra Tollo e Arielli. La ricerca effettuata, quindi, intende affermare l’ipotesi che i sistemi della mobilità sostenibile, in particolare le reti ciclabili, siano generatori di forma e di qualità paesaggistica per i contesti che attraversano. La Giunta ha deliberato di rinviare la definizione della normativa tecnica per la realizzazione della rete ciclabile regionale e la localizzazione della Bike Station.

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