cinema america“Prendo atto della decisione dell’Associazione Piccolo Cinema America di non partecipare all’Avviso Pubblico (bando) dell’Estate Romana pubblicato oggi con oltre 60 giorni d’anticipo rispetto allo scorso anno. Ne prendo atto ma continuo a non condividere le ragioni di merito per cui l’Associazione dovrebbe percorrere un canale diverso dalle circa ottanta che hanno animato l’Estate Romana 2017”. È quanto scrive il vice sindaco di Roma e assessore capitolino alla Cultura Luca Bergamo sulla sua pagina Facebook in relazione alla scelta dell’Associazione Cinema America di non partecipare al bando pubblicato oggi dall’Amministrazione capitolina in vista dell’Estate Romana 2018. In mattinata l’associazione aveva annunciato che non avrebbe partecipato al bando preferendo trasferirsi in periferia con tre rassegne, lontane dai centri abitati e quindi senza necessità di deroghe per la concessione “per un progetto alternativo all’Estate Romana”. Location dei tre schermi saranno il Porto turistico di Roma a Ostia, Monte Ciocci a Valle Aurelia e il Casale della Cervelletta a Tor Sapienza.

Il bando a cui APCA decide di non partecipare, prosegue Bergamo, “è quello che lo scorso anno ha consentito di restituire alla vita culturale cittadina spazi da tempo abbandonati come Villa Celimontana e Colle Oppio e, per la prima volta, integrare piazze e luoghi in tutti e quindici i municipi della città, in nome di quella diffusione sul territorio necessaria per facilitare la partecipazione culturale in una città molto estesa, fatta di tante anime e tanti territori. A questo fine sono state scritte le regole del bando che esaltano la relazione col territorio e le comunità di riferimento, offrendo con l’introduzione della triennalità condizioni inedite per programmare l’attività e consolidare questa relazione. Regole queste ispirate alle migliori procedure adottate in questa materia a livello comunitario, nei limiti consentiti dalla disciplina nostrana”.

Le parole pronunciate in questi giorni esprimono, secondo il vice sindaco, una “chiara opposizione alla politica dell’Amministrazione capitolina, opposizione legittima, che però la partecipazione al bando in nessun modo impedisce di esprimere. Le norme che sono state evocate a questo riguardo sono previste nello schema di ‘Protocollo di integrità di Roma Capitale’, introdotto dall’Amministrazione con deliberazione di Giunta Capitolina n. 40 del 27 febbraio 2015 e fanno parte della modulistica da utilizzare per partecipare all’Avviso. Parlano della condotta da tenere nel corso della procedura di selezione e non delle attività. Mi è facile immaginare che tra le ottanta realtà che hanno animato l’Estate Romana vi siano organizzatori con variegate opinioni politiche e giudizi diversi sull’operato del Comune di Roma. Di certo questo non è un elemento che influisce sulle nostre decisioni ne’ su quelle di chi partecipa al bando conservando tutti le libertà di espressione consentite dalle leggi, dalla Costituzione e dai trattati internazionali. A me sembra che garantire percorsi chiari a chiunque voglia mettersi in gioco per svolgere le attività che predilige e per il loro tramite arricchire la vita della città serva molto a Roma. Una straordinaria normalità che concorre alla crescita del benessere collettivo, più delle forzature ed eccezioni a cui siamo davvero troppo abituati”.

Bergamo, infine, è certo che “le rassegne organizzate dall’Associazione Piccolo Cinema America avranno successo come le tante iniziative che animeranno l’Estate 2018. Questa città è molto più viva e ricca di quanto la polemica di questi giorni lascia intendere: per chi volesse sinceramente scoprire quanto viva e radicata nei territori sia l’offerta dell’estate romana fuori dal centro storico suggerisco, ad esempio, di godersi i progetti triennali in programma a Forte Ardeatino, Corviale, Tor Tre Teste, Forte Bravetta, Tor Bella Monaca, Lunghezza, Primavalle”.

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