Si è tenuto oggi a Roma un incontro organizzato dalla rivista “Economia della Cultura” – edita da il Mulino, Bologna – dedicato al tema “Cultura, salute, benessere”. Al centro del dibattitto il ruolo sempre più fondamentale che la cultura ha assunto anche nella promozione e nel sostegno della salute e del benessere, oggetto di crescente attenzione e sperimentazione da parte delle politiche pubbliche di alcuni paesi. L’appuntamento è stato introdotto da Antonio Lampis, Direttore Generale Musei/MiBACT e presieduto da Pier Luigi Sacco, Università IULM Milano. Sacco, in particolare, ha fornito un inquadramento generale della tematica del welfare culturale e in particolare delle sue implicazioni per le politiche pubbliche in un contesto europeo. A livello Ue, ha spiegato, “la cultura non ha mai occupato un ruolo di preminenza nelle agende politiche, come anche in Italia, ed è sempre stata una Cenerentola, considerata un’attività utile a fare coesione sociale e a costruire una certa politica di immagine. Ma le cose negli ultimi tempi sono cambiate ed è maturata una prospettiva nuova che sposta l’attenzione sull’impatto che la cultura produce sui comportamenti”.

Sacco sottolinea infatti che “gli effetti che si producono si ripercuotono su salute, su sostenibilità ambientale, sull’integrazione e su tutti quei temi importanti al centro dell’agenda europea e non solo”. E fa l’esempio del nostro paese: “L’Italia – spiega – è uno dei pesi più ‘anziani’ nel mondo, con un welfare difficile da gestire; il ruolo della cultura nel benessere psicologico delle persone della terza e quarta età è ormai abbastanza chiaro, e questo si ripercuote sui tassi di ospedalizzazione, con effetti macroeconomici rilevanti”. Per questo, ha aggiunto, “serve un grande sforzo per creare un ponte sempre più stabile tra le competenze necessarie per portare avanti questa collaborazione, ovvero la sanità, la cultura e l’economia. Serve che tante piccole realtà che si sono mosse su questi temi in modo autonomo provino a fare massa critica e a fare un salto di qualità che porti a una legittimazione scientifica”, ha concluso Sacco.

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