Dalla nostra inviata a Bruxelles – La cultura “è un linguaggio universale capito da tutti”, avvicina le nuove generazioni al “concetto di cittadinanza europea”, è uno “strumento di dialogo” e un grande “moltiplicatore economico”: ecco perché il Comitato economico e sociale europeo l’ha scelta come tema per l’edizione 2018 di “Your Europe, Your Say!”, ha spiegato ad AgCult Emilio Fatovic, consigliere del Cese dal 2010. L’evento ha riunito a Bruxelles per due giorni (15-16 marzo) cento ragazzi da 33 scuole di tutta Europa per riflettere sul ruolo della cultura nel futuro del Vecchio Continente e votare tre proposte da inviare alle istituzioni europee. “La musica, l’arte, l’architettura: sono linguaggi universali che tutti sono in grado di capire – ha continuato Fatovic che ha seguito i tre ragazzi italiani in missione a Bruxelles -. In un momento come questo fatto di scetticismo, trovare nella cultura la base per un percorso di unione e di formazione alla cittadinanza europea è fondamentale”.

CULTURA COME DIPLOMAZIA E MOLTIPLICATORE ECONOMICO

Le nostre radici culturali comuni “avvicinano i ragazzi al concetto di Unione europea”, ha detto ancora il consigliere del Cese ricordando anche “l’importanza della diplomazia culturale: i nostri politici devono tenerne conto nel lavoro che fanno”. La cultura, “con la C maiuscola – ha sottolineato Fatovic – rappresenta un potente strumento di dialogo, un aspetto identitario”. Ma la cultura è anche uno straordinario “moltiplicatore economico – ha affermato il consigliere -, basti pensare al tema del turismo. Porta economia insieme a scambio, condivisione, incontro; è un moltiplicatore di opportunità, fattore importante di un’economia sana”.

ITALIA “AMBASCIATRICE” DELLA CULTURA EUROPEA

A rappresentare l’Italia a Bruxelles sono stati Damiano, Gregorio e Alessandro, del liceo scientifico Benedetti-Tommaseo di Venezia, accompagnati dalla loro professoressa di inglese Elisabetta Battistel. Le tre proposte vincitrici di quest’anno (“The Opportunity of Discovering Other Cultures through Travelling”, “Experiment with Culture” e “Preserving the Culture, Learn from the Past and Use it to Build the Future”) saranno inviate alle istituzioni europee in modo che possano essere prese in considerazione nell’elaborazione delle politiche sulla cultura. Il nostro Paese ha raggiunto in questa occasione un risultato importante confermandosi “ambasciatore” della cultura europea: due dei tre ragazzi italiani, infatti, erano nei gruppi di lavoro che hanno elaborato le proposte vincenti.

“E’ la prima volta che succede da quando seguo l’evento – ha proseguito Fatovic – e questo lo dobbiamo alla buona preparazione della professoressa e della scuola, alla forte motivazione dei ragazzi che provengono da una città di cultura”. Una delegazione di studenti sarà invitata di nuovo al Cese a maggio, quando saranno festeggiati i 60 anni dalla prima plenaria: in quell’occasione saranno presentate di nuovo le tre proposte. I ragazzi vincitori, probabilmente, saranno anche a Berlino a giugno per partecipare al summit europeo di Europa Nostra. “Anche questo è diplomazia culturale – ha concluso Fatovic -, è un modo bello per avvicinare i ragazzi all’Europa insegnando loro la capacità di stare insieme nella diversità”.

YEYS – LA VOSTRA EUROPA, LA VOSTRA OPINIONE!

Dal 2010 il Cese organizza l’iniziativa annuale YEYS (Your Europe, Your Say!), che ha lo scopo di riunire nel cuore dell’Unione europea alunni e insegnanti delle scuole di ogni Stato membro e Paese candidato all’adesione. Durante l’evento, i giovani discutono proposte su un tema specifico e adottano una risoluzione che è poi presentata ai responsabili politici dell’Ue. Per ogni Stato è selezionata a caso una scuola, che invia a Bruxelles tre studenti di almeno 16 anni, accompagnati dai loro insegnanti, per partecipare a una sessione plenaria simulata del Cese e discutere su un tema di attualità. L’iniziativa è un’occasione unica per i giovani di incontrarsi, condividere esperienze, ascoltare i propri coetanei di Paesi diversi e saperne di più sulla loro cultura.

IL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO

Il Comitato economico e sociale europeo è composto da 350 consiglieri, appartenenti a organizzazioni della società civile dei 28 Stati membri e suddivisi in tre gruppi: Datori di lavoro, Lavoratori e Attività diverse (quest’ultimo comprende, ad esempio, rappresentanti di agricoltori, consumatori, ambientalisti, ONG e molte altre categorie della società civile). Il Cese ha il compito di fare udire la voce della società civile organizzata. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno l’obbligo giuridico di consultare il Cese prima di legiferare in tutta una serie di settori. Il Comitato elabora quindi i suoi pareri ma può anche essere consultato a titolo facoltativo su qualsiasi altra materia. In ogni caso i pareri sono adottati quando è stato raggiunto un consenso tra i tre gruppi.

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