L’Italia svolge “un ruolo di primo piano nella tutela del patrimonio culturale e, nello specifico, nella strategia di diplomazia culturale dell’Unione europea”. Sneška Quaedvlieg-Mihailovic, segretario generale di Europa Nostra, ringrazia l’Italia per il sostegno alle politiche culturali europee e dialogando con AgCult a margine dell’iniziativa “Your Europe, Your Say!” – promossa nei giorni scorsi a Bruxelles dal Comitato economico e sociale europeo – le rende omaggio “sotto tutti i punti di vista: sia al livello degli operatori culturali che dei leader in Europa”.

SILVIA COSTA E FEDERICA MOGHERINI: DUE DONNE “FORMIDABILI”

Un ringraziamento speciale, Quaedvlieg-Mihailovic lo riserva all’europarlamentare Silvia Costa, già presidente della Commissione Cultura del Parlamento europeo. “Se il 2018 è l’Anno europeo del patrimonio culturale, lo dobbiamo a questa donna formidabile e appassionata, che si è impegnata con successo nel raggiungimento di questo obiettivo”, afferma il segretario generale di Europa Nostra ricordando inoltre che si tratta dell’unico Anno tematico organizzato dalla Commissione Juncker. Un’altra “donna italiana formidabile” è Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri che, sottolinea Quaedvlieg-Mihailovic, “ha individuato come una priorità inserire la cultura nelle relazioni internazionali dell’Unione europea lanciando nel 2016, insieme al commissario europeo alla Cultura, Tibor Navracsics, la strategia europea per la diplomazia culturale e facendo aumentare l’importanza della cultura in Europa”.

CULTURA COME GENERATORE DI POSTI DI LAVORO

È prima di tutto la Convenzione di Faro a ricordarci il valore dell’eredità culturale per le nostre comunità: “Non solo crediamo che il patrimonio culturale abbia un ruolo vitale nello sviluppo delle società – prosegue il segretario generale di Europa Nostra -, ma abbiamo le prove che esso abbia molteplici benefici per la società in tutte le sue sfaccettature”. A partire dall’economia, dal momento che la cultura è un significativo “generatore di posti di lavoro” in Europa. Si stima, infatti, che il settore nel Vecchio Continente offra direttamente un impiego a 300mila persone, ma il potenziale offerto dal patrimonio culturale sta anche nell’indotto che genera occupazione in altri settori e i posti di lavoro creati indirettamente ammontano a 7,8 milioni. Quaedvlieg-Mihailovic fa l’esempio dell’Italia dove “il patrimonio culturale è la risorsa più importante per il turismo” e rappresenta quindi una “risorsa straordinaria per l’economia”. Numeri alla mano, si può vedere che “il settore dei beni culturali crea fino a 26,7 posti di lavoro indiretti per ogni posto di lavoro diretto – afferma ancora -: molto di più, per esempio, dell’industria automobilistica che ne produce 6,3”.

EDUCAZIONE ALLA TUTELA DEL PATRIMONIO

Ma l’Ue non è solo economia: seppur “estremamente importanti”, numeri e cifre non raccontano tutta la complessità dell’Europa. “Abbiamo bisogno di investire molto di più nelle nuove generazioni coinvolgendole nelle discussioni. Dobbiamo rendere l’Europa molto più presente nelle scuole”, continua il segretario generale di Europa Nostra sottolineando l’importanza di un’educazione civica europea: “Stiamo costruendo l’Europa, ma nelle scuole l’educazione alla storia è per lo più nazionale e quando i giovani hanno 18 anni e devono andare a votare non hanno abbastanza comprensione dei processi e del meccanismo decisionale”. Ecco perché secondo Quaedvlieg-Mihailovic è fondamentale “parlare di più dei valori del progetto europeo che tutti condividiamo. E una parte importante di questi valori è quel patrimonio culturale che tutti portiamo con noi e che forma il progetto europeo”. In questo senso l’educazione dei più giovani alla tutela dei beni culturali ha un ruolo “cruciale” perché il patrimonio è sì qualcosa che ereditiamo, “ma abbiamo anche la responsabilità di trasmetterlo alle generazioni future”.

BENI CULTURALI PER CONOSCERE L’EUROPA

A partire dalle scuole primarie, è importante introdurre “attività extra-curriculari organizzate e consentire ai giovani di essere ‘esposti’ al patrimonio culturale visitando musei e siti storici – afferma il segretario generale di Europa Nostra -. Ci sono fantastiche iniziative che i siti culturali organizzano soprattutto per i bambini”. Attività che “suscitano la curiosità e innescano creatività e senso critico. È un modo di ‘usare’ il patrimonio culturale come strumento per conoscere l’Europa perché la maggior parte dei luoghi racconta una storia europea”. Altrettanto importante, rileva Quaedvlieg-Mihailovic, è l’educazione professionale: “Bisogna investire nelle professioni specifiche legate alla conservazione del patrimonio. Ci sono molte abilità professionali, alcune tecnologiche altre manuali, che sono importanti per proteggere e conservare siti archeologici ed edifici storici, ma alcune di queste competenze si stanno perdendo perché nessuno le insegna. Ecco perché dobbiamo investire di più nella formazione professionale”.

PER UN APPROCCIO OLISTICO

Il patrimonio culturale è anche “uno strumento di coesione sociale che coinvolge e connette comunità”: un aspetto importante perché “il patrimonio culturale è ovunque e fa parte del nostro ambiente – ricorda Quaedvlieg-Mihailovic -, sia che viviamo in una grande città o in un piccolo paese, in una fattoria o in un villaggio, in un palazzo reale o in un piccolo borgo”. Questo significa che c’è “una connessione tra patrimonio e paesaggio” e che quando parliamo di “valore del patrimonio culturale dobbiamo avere un approccio olistico, tenendo conto di tutto”. Raccomandazione importante, inserita anche nel report del progetto “Cultural Heritage Counts for Europe” (avviato nel 2013 con il contributo dell’Unione europea e presentato al pubblico nel 2015) che il segretario generale di Europa Nostra cita a più riprese. L’obiettivo del progetto è stato raccogliere e analizzare esempi di ricerca che si basano su evidenze concrete e su casi di studio riguardanti gli impatti economici, sociali, culturali e ambientali del patrimonio culturale, al fine di valutarne il valore, riconosciuto nel 2014 dal Consiglio dei ministri dell’Ue “risorsa strategica per un’Europa sostenibile”. L’analisi fornisce uno stimolo a incoraggiare e garantire che la ricerca relativa al patrimonio culturale allarghi i suoi orizzonti e abbracci un approccio più olistico, appunto, nei confronti dell’impatto del patrimonio culturale. Tutti noi siamo “portatori di diverse identità che possono perfettamente co-abitare insieme” e, precisa Quaedvlieg-Mihailovic, non è necessario sceglierne una: “Si può essere milanese, italiano, europeo e cittadino del mondo. Dobbiamo essere consapevoli e orgogliosi di questi diversi ‘strati’ della nostra identità che ci rendono meglio equipaggiati come cittadini che vivono in un mondo interconnesso”. La paura è comprensibile, ma “la reazione non deve essere costruire muri ma piuttosto ponti attraverso l’educazione e la cultura”.

EUROPA NOSTRA AWARDS PER LE “CONNESSIONI EUROPEE”

A giugno saranno assegnati i premi dell’Ue per i beni culturali/Europa Nostra Awards (www.europeanheritageawards.eu), i più importanti riconoscimenti europei che vengono assegnati ogni anno alle eccellenze nel campo della conservazione del patrimonio culturale. “Quest’anno abbiamo deciso di porre un’enfasi speciale, ancor più che in passato, alle connessioni europee perché molte volte i progetti migliori sono quelli in cui c’è una collaborazione tra esperti e specialisti in diversi settori, spesso finanziati dall’Ue” continua il segretario generale di Europa Nostra citando l’esempio di Pompei che “recentemente ha ottenuto un sostegno importante”. Secondo Quaedvlieg-Mihailovic “non dobbiamo dimenticare che abbiamo bisogno di più finanziamenti per i progetti. L’Unione europea sta facendo molto, ma è anche molto ‘timida’ nel comunicare tutti i progetti resi possibili dai fondi strutturali. Ci sono tanti siti che hanno bisogno di maggiori finanziamenti e una volta che ricevono i fondi e il progetto è ben fatto, quest’ultimo può fungere da motore di sviluppo sostenibile per il territorio”. Tornando agli Europa Nostra Awards, a giugno a Berlino ci sarà la cerimonia di premiazione di 30 progetti eccellenti e, fra questi, di sette vincitori del “Grand Prix”. Sarà annunciato, inoltre, il “Public Choise Award”, attribuito a un progetto votato sul sito di Europa Nostra: “Abbiamo voluto questo premio aggiuntivo – sottolinea Quaedvlieg-Mihailovic – perché pensiamo che anche il pubblico dovrebbe dire quale progetto ‘parla’ di più agli europei”.

E SE IL PATRIMONIO CULTURALE POTESSE PARLARE?

Europa Nostra da oltre 50 anni rappresenta la “voce” del patrimonio culturale in Europa. Se potesse parlare, dice orgogliosa Quaedvlieg-Mihailovic, il nostro patrimonio comune “direbbe grazie, prima di tutto a tutte quelle persone che hanno creato questi luoghi attraverso il loro genio creativo, e poi a quelle che si sono prese cura di questo patrimonio culturale”. Un grazie, il nostro patrimonio culturale lo direbbe anche “a tutte le generazioni future che si spera continuino a essere gli angeli custodi di questa eredità. Un patrimonio che può ispirare e dare più intensità alla loro vita e che può aiutare a essere cittadini responsabili dell’Europa e del mondo”.

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Per approfondimenti:

Rapporto Cultural Heritage Counts for Europe

Sintesi esecutiva del Rapporto Cultural Heritage Counts for Europe

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